90 anni di Salewa
WORDS → Francesca Robasto
DATE → 2026-01-09
Nato nel 1935 a Monaco di Baviera e acquisito nel 1990 dal gruppo Oberalp a Bolzano, Salewa è diventato un punto di riferimento globale nel campo dell’attrezzatura e dell’abbigliamento da montagna. Il brand ha festeggiato i suoi 90 anni e ha già le idee chiare per tagliare il traguardo del secolo. I ricordi e i progetti di chi ha plasmato il passato e di chi sta già scrivendo il suo futuro.
Photos Alice Russolo
L’anno è il 1935. Negli Stati Uniti il presidente è Franklin Delano Roosevelt, in Unione Sovietica governa Iosif Stalin e l’Europa sta per scrivere una delle pagine più buie della sua storia. A Tupelo, in Mississippi, nasce Elvis Presley. I lettori si appassionano al nuovo romanzo di Agatha Christie, Assassinio sull’Orient Express. Albert Einstein inizia a mettere in discussione la meccanica quantistica. Quell’anno, come ogni anno che l’ha preceduto e seguito, accadono cose grandi e piccole, decisive e insignificanti. Quella da cui ci interessa partire è in effetti una piccola cosa, così piccola che quasi si perde tra le pieghe della Storia. Guardiamo più da vicino, allora. L’anno è il 1935, il luogo Monaco di Baviera. Qui, nei primi giorni di un luglio non troppo caldo, il direttore della locale cooperativa di sellai e tappezzieri Josef Liebhart registra una società per produrre selle e pelletteria. La chiama Sa (da sattler, sellaio) Le (leder, pelle) Wa (waren, prodotti). Salewa. Inizia così la lunga storia di un brand diventato leader nel campo dell’attrezzatura e dell’abbigliamento da montagna e che quest’anno ha festeggiato i suoi primi 90 anni a Bolzano, nel maso degli Oberrauch, la famiglia alla guida del gruppo Oberalp di cui Salewa fa parte dal 1990.
Da un lato all’altro delle Alpi
Durante la guerra la neonata Salewa produce soprattutto zaini e bisacce, ma anche bastoncini da sci in legno di nocciolo – di gran lunga l’articolo più popolare. Solo tra gli anni Cinquanta e Sessanta inizia a farsi un nome nell’ambiente alpino. Merito dello zaino Andes, che accompagna Herman Huber (presto direttore generale di Salewa) nella spedizione sulle Ande; del rampone leggero, una novità assoluta nel panorama outdoor del tempo; e anche della vite da ghiaccio tubolare, un’innovazione che si diffonde in tutto il mondo. Nel 1979 la celebre aquila atterra nel logo, dando al marchio un’identità visiva che è stata reinterpretata negli anni, ma non è mai passata di moda. Mentre tutto questo accade, dall’altro lato delle Alpi, a Bolzano, un giovanissimo Heiner Oberrauch sfoglia il catalogo Salewa con sincera devozione. «Da giovane rocciatore, per me era la Bibbia. Poter lavorare con loro era un sogno», racconta Heiner, oggi vicino ai 70 anni e presidente del Gruppo Oberalp. Il suo è un sogno destinato a realizzarsi presto. Heiner viene da una nota famiglia di commercianti del tessile e della moda: le idee non gli mancano, e nemmeno il piglio imprenditoriale. Così nel 1981 fonda il Gruppo Oberalp, inizialmente focalizzato sulla distribuzione di abbigliamento e attrezzatura sportiva di alta qualità in Italia, e inizia a collaborare con Salewa.
«La mia prima intenzione era, semplicemente, far parte di quella realtà», prosegue Heiner. «Quando Salewa è stata messa in vendita, dopo un periodo in cui non aveva fatto grandi progressi, mi sono offerto di organizzare un campionario, senza costi per loro, ma ottenendo in cambio la gestione del marchio per l’Italia. Dopo cinque anni, il fatturato del settore abbigliamento era diventato più grande di quello dell’attrezzatura. Nel 1990 abbiamo rilevato l’azienda. Non avevo la visione di diventare uno dei leader mondiali del settore: mi ponevo obiettivi a tre o cinque anni, non oltre. L’importante era fare bene i prodotti, costruire un bel gruppo di persone che lavorano insieme, portare avanti valori comuni. In più, volevo creare prodotti per la mia passione: l’alpinismo e la montagna».
Se dovessimo elencare le cose che sono cambiate nel modo di approcciare e vivere la montagna dal 1935 a oggi, ma anche dal 1990 a oggi, forse non ci basterebbero le pagine. Qualcosa però non è cambiato, e auspicabilmente non lo farà mai: «La gente ha sempre bisogno di pace e natura», dice Heiner. «In montagna si ritrovano la vita di comunità, l’amicizia, la fiducia. Insieme si affrontano sforzi, si superano situazioni difficili. Ci si sente più vicini al cielo, e tante cose del mondo quotidiano diventano piccole. Anche in un mondo sempre più veloce e digitale, la montagna rimane anche un luogo di ritiro e di equilibrio».
Una visione che resiste allo scorrere del tempo
Pensando al suo futuro, aggiunge Heiner, non ha altri progetti imprenditoriali da realizzare: «Ho già creato tante cose», dice. «Ora qualcuno deve gestirle, io mi fermo». Non subito: continuerà a lavorare al fianco di sua figlia Ruth, vicepresidente del Gruppo Oberalp, fino a quando servirà. Un piccolo sogno, però, ce l’ha: «Che la comunità di Salewa diventi ancora più forte. Non tanto a livello di prodotti o fatturato, ma come comunità. Oggi un marchio è molto più di un prodotto: deve rappresentare valori da condividere. Questo vorrei che continuasse». A portare avanti quei valori oggi c’è anche Nol Gerritse, che da maggio 2025 è ufficialmente il nuovo Brand Director di Salewa. Di origine olandese e cittadino americano, in passato ha ricoperto il ruolo di General Marketing & Product Manager in Havaianas e, prima ancora, ha lavorato in aziende come Lululemon, Keen e Nike.
Oggi è a Bolzano, dove si è trasferito con tutta la famiglia: «Sono cresciuto in un posto molto piccolo, anche lì circondato in qualche modo dalla natura. Ma da quando avevo 18 anni ho vissuto quasi sempre in grandi città: Amsterdam, Portland, Vancouver, Madrid. Ora, eccomi in una città più piccola in mezzo alle montagne… È davvero meraviglioso». La passione per l’outdoor arriva dalla sua vita personale, mentre professionalmente ha grande esperienza in ambiti legati ad attività all’aria aperta e performance. Salewa sembra una sintesi felice di questi due mondi. «La mission del brand è creare l’attrezzatura più avanzata ed estetica per gli appassionati di montagna», commenta Nol. «È una combinazione già di per sé molto interessante: c’è la performance, certo, ma questa si incontra con un lato più legato allo stile. Molto è consolidato, perché ci sono 90 anni di storia alle nostre spalle, ma è anche questo il bello. Uno dei punti di forza di Salewa sta proprio nel fatto che ha un patrimonio molto forte, ma al tempo stesso spinge in avanti. È davvero come se tradizione e innovazione si incontrassero».
Radici nel passato, sguardo verso il futuro
Salewa ha già mostrato i risultati di questa continua tensione verso il futuro, pur restando fedele all’eredità storica del marchio. Ne è un esempio il restyling del logo del 2015, che ha segnato l’inizio di un nuovo corso. Un altro esempio più recente è la collezione NXT, uscita nella primavera/estate 2025: una linea versatile, multifunzionale, dirompente e tutt’altro che conclusa, assicura Manuele Cola, Salewa Product Director. «NXT è un concetto e siamo ancora convinti che valga la pena investirci», spiega. «Non possiamo svelare troppo di ciò che sta accadendo, ma sicuramente, in vista delle collezioni dei prossimi due anni, stiamo dando priorità alle attività che stanno vincendo sul mercato globale: speed hiking e approach climbing». Resteranno centrali le nuove esigenze dei consumatori, che rispetto al passato danno molta più importanza al comfort in ogni tipo di prodotto. Un’altra novità dei “montanari di oggi” è che, invece di concentrarsi su una singola attività con un obiettivo di performance in testa, preferiscono combinare più discipline e godersi l’esperienza in sé.
È un altro aspetto che Salewa sta tenendo in considerazione in vista delle prossime collezioni, spiegano Manuele e Nol, insieme alla spinta verso una maggiore sostenibilità ambientale. «C’è sicuramente un gruppo di consumatori per i quali la sostenibilità di un prodotto fa la differenza. Ma ciò che spesso emerge dalle ricerche, quando si va più a fondo, è che le persone considerano il tema importante, ma poi al momento dell’acquisto non si comportano coerentemente. Allo stesso tempo, qualsiasi azienda leader, Salewa inclusa, agisce al di là del semplice comportamento dei consumatori. Siamo in una posizione fortunata, in cui la leadership, sia a livello di azienda che di gruppo, ha sempre avuto a cuore la montagna e la natura, e la loro protezione. Quindi, prima della domanda dei consumatori, c’è semplicemente la volontà di agire in modo giusto e di fare la differenza».
Una collezione speciale per i 90 anni
Salewa ha festeggiato il suo novantesimo compleanno nel maso della famiglia Oberrauch, non lontano da Bolzano, «un luogo che portiamo nel cuore e che per noi significa “Simple Life in the Mountains”, una frase che usiamo spesso in Salewa, e rappresenta perfettamente quel “Engineered in the Dolomites” che caratterizza i nostri prodotti», ha detto Ruth Oberrauch rivolgendosi ad amici, famigliari, atleti, partner e collaboratori storici. «Ognuno di voi ha contribuito a plasmare ciò che Salewa è oggi». Per celebrare l’anniversario è stata anche lanciata la “90 Years Anniversary Collection”, una collezione in edizione limitata ispirata alle radici del brand.
Heiner Oberrauch già a metà degli anni Ottanta aveva intuito il potenziale di un materiale innovativo proveniente dagli Stati Uniti, che prometteva di essere leggero, idrorepellente, caldo e ad asciugatura rapida: il pile. È stata proprio di Heiner, all’epoca, l’idea di rendere Salewa licenziataria della sua prima collezione di abbigliamento in pile, che è stata commercializzata in Italia con grande successo. Il pile torna oggi protagonista in questa collezione celebrativa, il cui fulcro è appunto l’Eagle Anniversary Fleece. Disponibile in due versioni e in due colori, è fatto in pile di poliestere al 100% e ha un caratteristico design vintage. Nella collezione c’è anche la Eagle Anniversary T-Shirt: realizzata unendo morbido cotone e Tencel Lyocell, mostra il logo creato appositamente per questa ricorrenza che simboleggia il legame con il mondo della montagna e lo scorrere del tempo.






















































