FuelCell Rebel Trail: ritmo da strada anche sui sentieri

WORDS → Emanuele Castiglione

Pics → Achille Mauri

DATE → 2026-06-12

New Balance porta sui sentieri l’attitudine reattiva della famiglia Rebel. Una scarpa leggera e protettiva che unisce la spinta della schiuma FuelCell alla sicurezza del grip Vibram. 

C’è un’attitudine precisa che caratterizza chi corre su strada cercando la massima reattività: la voglia di spingere sul ritmo senza scendere a compromessi con il peso. Quando questa stessa filosofia decide di abbandonare l’asfalto per avventurarsi oltre i confini urbani, nasce qualcosa di nuovo. New Balance amplia la propria proposta off-road con la nuova fuelcell rebel trail, una calzatura concepita per i runner che vogliono affrontare sentieri, percorsi misti e terreni impegnativi mantenendo un equilibrio ideale tra aderenza, sostegno e resistenza. Pensata per chi vive la corsa nella natura come una sfida continua tra velocità e controllo, questa scarpa trasporta sui sentieri il carattere dinamico della celebre famiglia rebel, arricchendolo con soluzioni tecniche studiate appositamente per le variabili del fuori strada.

Il cuore pulsante del modello risiede nella celebre schiuma fuelcell, una mescola studiata per favorire una spinta energica e un appoggio fluido a ogni transizione. L’intersuola stampata a iniezione offre una corsa decisamente vivace, ma è la struttura geometrica a fare la differenza sui terreni più accidentati: i sidewall sono stati resi più strutturati per contenere il piede, migliorando sensibilmente la stabilità laterale e la durata complessiva della scarpa anche dove le pietre e le radici mettono a dura prova i materiali.

A garantire che tutta questa energia si traduca in avanzamento sicuro ci pensa il comparto inferiore, dove New Balance ha scelto di non scendere a compromessi. La suola è infatti una vibram megagrip a tutta lunghezza, equipaggiata con la tecnologia traction lug e tasselli profondi 5 millimetri. Si tratta di una combinazione sviluppata per offrire un’aderenza granitica su superfici tecniche, trail di montagna e percorsi misti, diventando una caratteristica chiave per gli atleti che affrontano salite ripide, discese tecniche e continui cambi di ritmo in contesti dove il controllo millimetrico del passo è fondamentale per evitare l’errore.

La protezione e il comfort della parte superiore corrono di pari passo con l’innovazione tecnologica della suola. La tomaia si presenta in un mesh leggero e traspirante, intelligentemente arricchito da sovrapposizioni stampate in 3d che assicurano supporto strutturale e una grande resistenza all’abrasione nei punti critici, mantenendo il piede al sicuro senza andare ad appesantire la calzata. A completare il pacchetto di contenimento interviene la linguetta a soffietto, che assicura un lockdown stabile del mesopiede e regala una piacevole sensazione di bloccaggio e sicurezza anche durante le fasi più aeree e tecniche della corsa. Disponibile sul mercato da aprile, la fuelcell rebel trail si rivolge direttamente ai trail runner orientati alla performance, agli skyrunner e a tutti gli appassionati che cercano uno strumento capace di combinare la reattività tipica delle calzature veloci con il grip spietato necessario per dominare l’off-road più impegnativo.

Ma come si testa un abbigliamento che promette di funzionare “ovunque, in qualsiasi momento dell’anno”? Montura ha scelto una strada inedita: portare la montagna dentro un laboratorio. Al terraXcube di Bolzano, centro di simulazione climatica di Eurac Research, è possibile riprodurre condizioni estreme: freddi polari a -40 °C, calore desertico a +60 °C, altitudini di 9.000 metri, bufere di neve, piogge torrenziali e venti fino a 100 km/h. Un ambiente controllato dove scienza e alpinismo si incontrano. Qui atleti come Nives Meroi, Romano Benet e Hervé Barmasse hanno indossato Vertigo in condizioni impossibili da ricreare altrove. Sensori biometrici hanno monitorato le loro reazioni: temperatura corporea, battito cardiaco, traspirazione. Non si è trattato solo di provare dei vestiti, ma di misurare scientificamente come l’uomo e l’equipaggiamento rispondono insieme agli elementi. Eppure, la montagna non si lascia rinchiudere in una stanza. Per questo, dopo il laboratorio, Vertigo è tornata nel suo habitat naturale: le pareti, le creste, le tempeste reali. Barmasse ha firmato la prima traversata invernale solitaria di tutte le cime principali del Gran Sasso, mentre Meroi e Benet hanno aperto una nuova via sull’Himalaya. Due sfide diverse, unite dallo stesso filo: mettere alla prova un sistema di abbigliamento che nasce per resistere al limite.

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