ACG svela la nuova Picklejus

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2026-08-31

L’innovazione per le ultra in quota

Sulle distanze ultra del Monte Bianco, dove si affrontano più di 10.000 metri di dislivello positivo e discese spaccagambe, l’equipaggiamento non è solo un dettaglio tecnico, ma un vero e proprio strumento di sopravvivenza prestazionale. È in questo contesto d’alta quota che nasce la ACG Picklejus, la scarpa da trail running più avanzata mai sviluppata dal brand, presentata ufficialmente durante la settimana dell’UTMB e concepita direttamente negli uffici del Nike Sport Research Lab per rispondere alle richieste più severe del trail running.

Parlando con Brendan McLeese, Director di ACG Footwear, emergono dettagli che permettono di comprendere la nascita del modello. «Gli atleti impegnati su terreni tecnici ci chiedevano di risolvere tre problemi fondamentali: volevano essere più efficienti nelle lunghe salite, sentirsi protetti nelle discese ad alto impatto e muoversi con la massima sicurezza sui fondi sconnessi. Anziché concentrarci su un solo elemento, abbiamo deciso di creare un sistema completo capace di rispondere a tutte e tre le esigenze».

Il cuore dell’ingegneria risiede nell’intersuola a doppia densità in schiuma supercritica: un nucleo interno in morbido ZoomX che assorbe le sollecitazioni più violente, racchiuso da un anello perimetrale più rigido che garantisce stabilità e propulsione senza la rigidità di una classica piastra in carbonio. Il risultato è una sensazione di corsa totalmente nuova per il trail: «I nostri runner confermano che non solo la falcata risulta più fluida, ma che dopo ore di gara le gambe rimangono decisamente più fresche, riducendo drasticamente i tempi di recupero muscolare».

A garantire il controllo sui passaggi più critici interviene la nuova piattaforma Goatek, una suola proprietaria che incrementa del 45% la trazione sul bagnato e del 25% la resistenza all’abrasione rispetto ai precedenti standard ACG. La struttura è avvolta da una tomaia in Flyknit idrofobica, integrata con filati idrorepellenti e un collare a ghetta per impedire l’ingresso di sassi e detriti lungo il percorso.

Un’innovazione di questo calibro affonda le sue radici in una storia profonda, che lega Nike alla montagna da quasi mezzo secolo. «La storia di Nike nell’outdoor parte alla fine degli anni ’70, quando gli alpinisti americani indossarono le calzature LDV sulla parete del K2, e prosegue nel 1984 con la prima scarpa da trail ideata da Mark Parker, la Nike Escape», ricorda McLeese. «Nel 1989 è nato il sub-brand ACG, con una filosofia che conserviamo intatta ancora oggi: ”Serious product, not serious people”. La montagna e il trail devono rimanere un’esperienza di gioia e divertimento. Noi prendiamo estremamente sul serio la qualità del prodotto perché è un vero e proprio strumento per gli atleti, ma non ci prendiamo mai troppo sul serio come persone».

Anche l’origine del nome riflette questo spirito originale. Picklejus era il nome in codice del progetto durante le prime fasi di sviluppo: un ironico ”atto d’amore” verso la cultura dell’ultra running, dove il succo di cetriolino (pickle juice) rappresenta un mitico e disperato rimedio contro i crampi nelle fasi finali di gara. La grafia modificata con il suffisso -jus è invece un piccolo omaggio ai designer francesi del team ACG che hanno lavorato all’impostazione della scarpa ai piedi delle Alpi. Testata su oltre 18.000 miglia da un network di atleti e runner di ogni età e livello, la ACG Picklejus si appresta a diventare il nuovo punto di riferimento per chi affronta le grandi montagne del mondo, pronta al debutto sul mercato per la fine del 2027.

0
0
Your Cart
Your cart is emptyReturn to Shop