Born To Run X The North Face — Trail Running Camp

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2026-02-18

Born to Run Running Club e The North Face tornano con la terza edizione del camp tutto dedicato al trail running: tre giorni di divertimento, formazione e allenamento con professionisti e atleti, tra cui Henri Aymonod.

Entusiasmo, professionalità e condivisione. Sono queste per Fabrizio Lombardi, presidente del Born to Run Running Club, le parole chiave che descrivono il Trail Running Camp, tre giorni tutti dedicati al trail running con allenamenti condivisi, momenti di formazione tecnica avanzata, workshop con professionisti, e focus su temi come nutrizione e preparazione mentale. Organizzata da Born to Run Running Club, l’edizione 2026 è in programma a Pennabilli (in provincia di Rimini) il 10, 11 e 12 aprile. Tra le novità di quest’anno c’è il campo base sul Monte Carpegna, dove verranno allestite le tende firmate The North Face. Tra gli sponsor anche Petzl, che anche in questa edizione porterà la sua competenza sul campo.

«L’idea del camp è nata dal desiderio di creare un’esperienza formativa e coinvolgente dedicata al mondo del trail running», racconta Lombardi. «Quando ho iniziato ad avvicinarmi a questa disciplina, ho sentito l’esigenza di approfondirne ogni aspetto — tecnico, fisico e mentale — e di costruire un percorso che racchiudesse tutto ciò che avrei voluto trovare io stesso all’inizio del mio percorso. Da questa visione è nata una full immersion di tre giorni, pensata per offrire ai partecipanti un approccio completo e strutturato al trail running, combinando formazione, pratica e condivisione. Il progetto è stato sviluppato insieme al mio socio Fabio Deluigi, coach e fondatore insieme a me del club. In modo del tutto casuale, durante una vacanza a Courmayeur, ho avuto il piacere di conoscere Henri Ayomonod. Con spontaneità gli ho presentato il progetto, e da quell’incontro è nata una collaborazione preziosa, oltre che una sincera amicizia. Henri ha creduto fin da subito nella nostra idea, sostenendoci e favorendo la collaborazione con The North Face, che ha contribuito alla realizzazione del camp in maniera impeccabile».

Sin dalla prima edizione, che risale a due anni fa, il Camp si svolge con un numero limitato di partecipanti (30-35): «Crediamo che solo in un contesto più raccolto sia possibile favorire connessioni autentiche e instaurare un rapporto diretto e costruttivo anche con Henri», prosegue Fabrizio. «Nel corso di questi due anni abbiamo avuto il piacere di accogliere atleti già attivi nel mondo del trail running, ma desiderosi di approfondire ulteriormente questa disciplina. Per il 2026 vogliamo concentrare ancora di più l’attenzione sulle donne, perché crediamo che la loro presenza nel trail running sia in costante crescita, ma ancora numericamente inferiore rispetto a quella maschile. Le donne, inoltre, vivono la corsa con motivazioni ed esigenze differenti, che meritano di essere valorizzate e comprese. Per questo abbiamo scelto di coinvolgere Dinahéle Calzolari, vincitrice di numerose gare e figura di riferimento nella promozione di progetti legati alla corsa. Dinahéle fa parte del gruppo The North Face Ambassador Italia e con grande entusiasmo ha accettato di collaborare allo sviluppo di contenuti dedicati esclusivamente alle donne».

Il «contributo fondamentale» di The North Face a questo progetto è arrivato find alla prima edizione, e non mancherà nemmeno nel 2026. Già confermata anche la presenza di Henri Aymonod: «I partecipanti delle scorse edizioni hanno sempre apprezzato la sua presenza, la sua disponibilità e la sua energia. È un atleta di alto livello, ma allo stesso tempo una persona semplice e genuina, capace di mettersi in gioco e di creare un rapporto diretto con tutti. L’unica nota dolente? La sua rigidità. Ecco perché ogni anno inseriamo momenti di yoga for runner e stretching, così anche lui può migliorare questo aspetto – e ancora oggi, per questo, un po’ mi maledice e un po’ mi ringrazia!»

Il Camp si svolge in Emilia-Romagna, lontano dall’immaginario alpino comunemente collegato al trail running. «Sono di Rimini, e devo dire che correre in off-road qui non è semplicissimo. La Romagna offre luoghi davvero spettacolari, ma la maggior parte si trova ad almeno un’ora di distanza da casa mia. Ho scoperto questo mondo grazie alla mia ragazza, che è di Pennabilli, un paesino incantevole ai piedi del Monte Carpegna. È proprio lì che ho deciso di dare vita al progetto Camp. I nostri Appennini sono incredibilmente belli e pieni di sorprese dal punto di vista paesaggistico: offrono sentieri tecnici ma anche scorrevoli, perfetti sia per allenamenti mirati che per gare. Non a caso, negli ultimi due o tre anni, sono nate tantissime competizioni proprio in queste zone. Chi è nato in montagna, secondo me, dovrebbe tornare almeno una volta l’anno ad allenarsi qui: anche in inverno si riesce a correre senza dover fare i conti continuamente con la neve. Spesso associamo il trail running all’alta montagna, ma in realtà questa disciplina nasce per la corsa off-road. E, a mio avviso, l’Appennino è uno dei luoghi più intelligenti dove un atleta può allenarsi con costanza e regolarità».

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