Una parete di trenta metri. Strapiombo costante a quarantacinque gradi. Quaranta movimenti continui. Ci sono voluti duecentoquaranta giorni di tentativi, distribuiti su più di quattro anni, ma alla fine, in un pomeriggio assolato tra le rocce del Racò de la Finestra, Jorge Diaz Rullo ha liberato Café Colombia, proponendo il grado di 9c, il primo a Margalef e il primo della sua carriera.
La via, che era inizialmente stata chiodata dal colombiano Anghelo Bernal sul lato destro con il grado di 9b, è un progetto complesso che esige un grado estremamente elevato di resistenza e tecnica: tutta l’arrampicata si svolge su posizioni estese, tra micro tasche bidito e piccoli buchi. La forza delle dita e la precisione dei piedi vanno combinate alla perfezione, l’energia va gestita con consapevolezza, perché la crux, una sequenza di movimenti molto complessa su uno slab scivoloso, si presenta nella parte finale, prima della sosta.
“La parte più dura per me è stata quanto la via fosse impegnativa a livello fisico. Se la mia forma calava anche leggermente, non riuscivo a fare certi movimenti; se perdevo un po’ di forza nelle dita, non riuscivo a restare sugli appigli; e se calava la resistenza, collegare le sezioni diventava impossibile”, spiega Jorge.