L’idea nasce da un’amicizia e da una passione comune. L’amicizia è quella tra Lorenzo Manino, personal trainer e preparatore atletico, Andrea Abrate, architetto e insegnante, Giacomo Bolla, ingegnere aerospaziale, e Corrado Bastonero, co-titolare della falegnameria RBB. La passione comune, invece, è quella per la montagna e la natura. Tutto è cominciato durante un weekend al mare in Liguria. Seduti di fronte alla costa, osservando quanto l’uomo avesse modificato quel paesaggio, hanno iniziato a interrogarsi su come fosse possibile abitare la natura senza alterarla. Non un intervento invasivo, non un’ennesima costruzione a impattare il territorio, ma un rifugio leggero, rispettoso e al tempo stesso funzionale. Da quella riflessione è nata la scintilla: creare un modulo abitativo versatile e amovibile, capace di adattarsi a diversi contesti naturali, pronto a essere smontato e rimontato più volte per spostarsi senza lasciare traccia. «Volevamo immaginare un luogo che permettesse di vivere la natura in modo autentico, senza però rinunciare al comfort», raccontano gli ideatori.
La visione si è concretizzata in un’architettura semplice, ma geniale. Il modulo abitativo è interamente realizzato in legno di abete, con un tetto in lamiera per garantire le migliori performance di tenute all’acqua in tutte le condizioni climatiche. Soprattutto, ha una grande vetrata frontale che trasforma il paesaggio in un palcoscenico: la natura diventa lo spettacolo e chi abita il modulo si trova a esserne spettatore privilegiato, protetto ma mai isolato. La parete può essere aperta, volendo anche di notte o nei giorni di pioggia.
Il nome scelto ha radici piemontesi, proprio come gli ideatori del progetto. “Carus” significa carretto, e in origine l’idea era proprio quella di una piccola casa su ruote. Poi è stata presa una direzione diversa, ma il nome è rimasto, arricchito da un significato nuovo: “Ca” richiama l’idea di casa, ma anche di immersione nell’ambiente naturale. Un connubio richiamato anche dal logo, formato da una C e da una A.
Ad agosto 2025 il primo Ca’Rus è stato installato fuori dal Rifugio Carbonetto, a 1.874 metri di altezza sulle Alpi Cozie. Un debutto che non poteva avere scenario migliore: la montagna, con i suoi silenzi e i suoi panorami, diventa così parte integrante dell’esperienza. Ma la forza del progetto sta nella sua versatilità. Ca’Rus può infatti trasformarsi in una camera da letto immersa nel verde, in una sauna panoramica, in un bar, in un punto degustazione, in una palestra… Non importa quale sia la destinazione d’uso, non importa se viene collocato in vetta o tra i vigneti: il principio resta lo stesso, aprire la porta e lasciare entrare la natura.