Cos’è successo a Casa Ultra
WORDS → Francesca Galletto
DATE → 2026-07-01
Due giorni immersivi ricchi di attivazioni per la community. Nel cuore di Cortina d’Ampezzo, durante il weekend della Lavaredo Ultra Trail, siamo stati dentro l’hub esperienziale dedicato al lato più progressivo dell’ultra running, tra workshop, talk e community run
Cortina d’Ampezzo, weekend di gara. Le strade del paese si riempiono di pettorali, zaini idratanti e gambe che si scaldano prima del via della Lavaredo Ultra Trail, uno degli appuntamenti più attesi del calendario trail internazionale. Ma qualcosa succede anche fuori dai confini del percorso di gara, negli spazi in cui la community si incontra, si racconta e si mette alla prova con materiali e idee nuove. Quel qualcosa, quest’anno, l’abbiamo vissuto in prima persona: Casa Ultra.
Allestita all’interno dello spettacolare Hotel de Len, Casa Ultra è stata un hub esperienziale e uno spazio espositivo dedicato al running e all’ultra-distanza, un temporary hub capace di ospitare una nuova generazione di brand outdoor pronti a esplorare il futuro dell’ultra running attraverso l’intersezione tra performance, innovazione ed estetica. Due giorni immersivi, in concomitanza con le gare, ricchi di attivazioni esclusive per la community – e noi c’eravamo.
Giorno uno: social run, upcycling con The Pill x Ragma e Marathon des Sables
Tutto è iniziato con una social run per testare sul campo i prodotti tecnici di Mount to Coast, tra i marchi di calzature da ultra running più interessanti del panorama attuale, che a Casa Ultra ha presentato in anteprima anche il nuovo modello M1. Ad accompagnare la corsa, all’interno dello spazio, una mostra fotografica sviluppata con Souplesse Running dedicata alla 100 km del Passatore.
Subito dopo, è arrivato il momento che abbiamo curato in prima persona: un workshop pratico di upcycling, organizzato da noi di The Pill in collaborazione con Ragma Works. Chi passava da noi poteva portarsi a casa un portacarte minimale realizzato live partendo da scarti di produzione: pezzi unici, uno diverso dall’altro, nati dal materiale che normalmente finirebbe inutilizzato.
In più, la personalizzazione delle scarpe Mount to Coast. Non un semplice disegno decorativo: insieme a chi si fermava al nostro tavolo abbiamo disegnato una vera e propria race cheat sheet direttamente sulla tomaia. Da un lato l’altimetria del percorso di gara, con i punti delle Aid Stations segnati uno per uno; sul lato interno il chilometraggio e i nomi dei ristori. Un custom personale, pensato su misura per la gara che ognuno aveva in programma.
La serata si è chiusa con un talk ispirazionale sulla Marathon des Sables con Francesco Canetta di Wild Tee e Pietro Invernizzi di Akta: un dialogo incentrato sul delicato equilibrio tra performance e nutrizione.
Giorno due: pranzo, podcast live e Western States
Il secondo giorno è iniziato con un pranzo esclusivo per la community con runner, brand e atleti. Nel pomeriggio, spazio all’ascolto con il podcast live dei ragazzi di Buckled Podcast, dedicato alla leggendaria Western States Endurance Run.
Un catalizzatore per il futuro dell’ultra running
Dalla personalizzazione dei capi ai talk tecnici di alto livello, Casa Ultra è stata un catalizzatore per il futuro della cultura dell’ultra running. Il successo del progetto è merito della sinergia tra i brand sponsor — Mount to Coast, Ciele Athletics e Wise Ultrarunning, la startup francese che sta ridefinendo i sistemi di equipaggiamento per le lunghe distanze — e la selezione di brand visionari scelti dai curatori come portatori di contenuti e per la loro affinità concettuale con l’ultra-running progressivo: Alba Optics, Yeti e Akta, giovane realtà italiana che ha cambiato l’approccio alla nutrizione per gli sport d’avventura. Tra loro anche Wild Tee che a Cortina ha portato la capsule collection Not Now, esponendo un pezzo forte della mostra: la maglia realmente indossata da Filippo Canetta durante la sua partecipazione alla leggendaria Marathon des Sables.
E noi? C’eravamo con le copie di The Pill e, insieme a Ragma Works, con le mani impegnate tra macchina da cucire, filo e forbici nel nostro workshop di upcycling: perché raccontare l’ultra running, per noi, significa anche viverlo da dentro. Casa Ultra non è stata solo uno spazio espositivo temporaneo a Cortina. È stata la conferma che il futuro dell’ultra running si scrive tanto sui sentieri quanto nei luoghi in cui chi lo vive si incontra – e noi ci saremo anche la prossima volta.





















