L’assenza di una palette prestabilita ha lasciato piena libertà ai materiali disponibili, generando combinazioni cromatiche inattese. “Abbiamo lavorato con ciò che esisteva, ed è questo che rende ogni capo irripetibile”, afferma Harrop. Un approccio reso possibile grazie alla profonda conoscenza interna delle scorte, dalla fabbrica tunisina che segue la produzione fino alle componenti più piccole, come le cerniere. “La nostra agilità produttiva è fondamentale: senza questa competenza il progetto off-line non sarebbe potuto nascere”, sottolinea Aurélie Warin, Direttrice delle Operazioni.
Millet ha dato carta bianca all’atleta, che ha contribuito a ogni fase: definizione del concept, scelta dei materiali, abbinamenti dei colori. Ne è nata una linea che va oltre lo scialpinismo e si adatta alle diverse esigenze outdoor: parka, pile, gilet e zaino si prestano tanto all’allenamento quanto alla quotidianità.
Tra le tonalità ricorrenti, spiccano rosa cipria e blu ghiacciaio, selezionate direttamente tra i rotoli disponibili. Su ogni capo compare il logo personale di Emily — una montagna stilizzata sovrastata da una stella — insieme alla dicitura “Tested and certified in Courchevel”, omaggio ironico al motto storico di Millet.
Courchevel non è una citazione casuale. È lì che tutto è iniziato per Emily: prime gare, prime emozioni, e la scoperta dello scialpinismo durante il Millet Ski Touring Courchevel, evento che l’ha fatta innamorare della disciplina.