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RP Roberts x Jones Snowboards: Frontier + Frontier Split

Interview by Silvia Galliani

RP Roberts non è un nome sconosciuto agli amanti di Jones.

L’artista britannico ha infatti già dipinto in passato 4 tavole del brand nelle collezioni 2017 e 2018. In occasione del decimo anniversario di Jones Snowboards gli è stato chiesto di mettere mano ai modelli Frontier e Frontier Split. 

Precedentemente conosciuta con il nome di Explorer, la Frontier è una tavola freeride perfetta per all mountain e backcountry. La nuova grafica presenta cinque picchi da tutto il mondo che hanno un significato speciale per Jeremy Jones, fondatore del brand, il quale ha raidato dalla vetta di tutte queste montagne in diverse fasi della sua carriera.

Stiamo parlando di Wilson Peak – Colorado, Corrugated – fra USA e Canada,  The Tetons – Wyoming, Shangri-La – Nepal, Bec des Rosses – Svizzera.

Un mix di tecniche old school e moderna street art, il processo utilizzato da RP è piuttosto unico. Ha iniziato raccogliendo immagini di albe e del tramonti delle vette. Ha poi realizzato un modello digitale del layout, stratificando le cime in vari ordini per trovare la migliore composizione che evitasse di posizionare importanti elementi montuosi sugli attacchi dei bindings. Infine, ha dato gli ultimi tocchi con penna, pennello e bomboletta spray. Le colorazioni brillanti e le trame audaci dei paesaggi montani escono dal disegno. La sua arte cattura l’essenza delle montagne che tanto amiamo.

Ci parli brevemente del tuo background?

Sono cresciuto in Galles e ora vivo a Manchester. Ho trascorso numerosi fine settimana e vacanze estive facendo escursioni e passeggiate, quindi sono sempre stato un fan della vita all’aria aperta. Per quanto riguarda l’arte, mio padre era un insegnante di arte ma ho avuto anche influenze esterne vivendo il mondo skate e graffiti nei primi anni 90. L’uso dei colori e dello stile ha catturato la mia immaginazione e mi ha appassionato a quella cultura. Al college ho studiato scultura e subito dopo ho lavorato per un’azienda che organizzava laboratori di graffiti per bambini in Europa. 

Fino a poco tempo fa dipingere era solo un hobby. È una prospettiva abbastanza spaventosa dipendere esclusivamente dalla tua arte perché non sei più solo un artista, devi anche gestire contabilità, vendite, prezzi e marketing.

Come hai avuto l’opportunità di lavorare con Jones? Fra le grafiche che hai realizzato per loro, qual è la tua preferita?

Ho ricevuto un messaggio su Instagram da Xavier di Jones, diceva che Jeremy aveva visto i miei lavori e chiedeva se mi sarebbe piaciuto presentare un’idea di design per la Mountain Twin, il che si è evoluto nella creazione di quattro modelli quella stagione. Penso che la mia preferita sia appunto la Mountain Twin della stagione 16/17. Ritrae il  Cervino ed è la prima grafica che ho creato per Jones. È un punto fermo nella mia mente, ovvero quando ho iniziato a pensare per la prima volta di guadagnarmi da vivere con l’arte.

Cosa ti ha spinto a iniziare a dipingere le montagne e qual è il processo artistico che  ci sta dietro?

Molte volte dipingo su commissione, quindi l’ispirazione viene dalle foto originali, ma c’è anche una componente esterna per quanto riguarda le combinazioni di colori, che proviene da ogni parte, ceramiche, design di mobili, graffiti. Vale la pena interessarsi a molte sottoculture artistiche, in quanto ciò offre una visione ampia e una mente aperta quando si tratta di sperimentare tecnica e colore. Ho iniziato a dipingere montagne mentre cercavo che strada dare alla mia carriera artistica, avevo realizzato un paio di opere per amici e da lì è nato tutto. 

Per quanto riguarda il processo, cerco di coinvolgerle le persone il più possibile. Spesso mi viene data una foto di riferimento, ma faccio anche molte ricerche online cercando di trovare delle immagini simili del picco in diversi momenti della giornata per avere ben delineati i contrasti di luce. Una volta iniziato il lavoro, mando una foto con i colori base, se vanno bene vado avanti con la creazione di trame, profondità e dettagli.

Sei anche uno snowboarder, qual è il tuo rapporto con la montagna?

Trovo che raidare sia molto simile all’arte, hai la libertà di tracciare le linee che vuoi, dove vuoi, mentre sei totalmente assorbito dall’ambiente e dall’attività. Puoi astrarti dai problemi della vita di tutti i giorni. Lo stesso si può dire per la pittura. Mi piace l’opportunità di disconnettermi, mi aiuta a ricordare di non essere altro che un piccolo puntino su di un enorme pianeta. È facile dimenticarlo a volte.

In passato hai collaborato con l’organizzazione ambientale Protect Our Winters. Qual è la tua opinione sul cambiamento climatico e sul riscaldamento globale?

Penso che l’umanità stia avendo un impatto drammatico sulla velocità con cui il clima sta cambiando. Il lavoro svolto da POW nel tentativo di cambiare l’opinione e la direzione della politica è un ottimo approccio quando si cerca di migliorare la situazione. Inoltre ammiro il lavoro svolto da Surfers Against Sewage, che cerca di migliorare la politica del governo in materia di responsabilità aziendale. È un ottimo esempio di come l’impatto ambientale del consumismo dovrebbe essere affrontato dai produttori e dai consumatori. Sembra esserci molta attenzione sul fatto che il consumatore se ne assuma la responsabilità e non tanto sul lato aziendale nel rivedere i propri metodi di produzione e fornire opzioni sostenibili. Speriamo che cambiando il modo in cui consumiamo e viaggiamo su scala aziendale, potremo aiutare a rallentare o invertire l’impatto che abbiamo avuto sull’ambiente.

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