Dai tratti pianeggianti facilmente corribili, fino alle salite ripide e alle discese bagnate tra sassi sconnessi e radici: abbiamo avuto l’opportunità di mettere alla prova le nuove Mafate 5, macinando decine e decine di km su terreni diversi. Il nostro responso? Una scarpa super comoda, ammortizzata e stabile: una garanzia per i trail tecnici.
Salite, fango, discese e roccia bagnata; 30, 50, 100 km o 100 miglia di corsa, a volte anche di più. Il trail running è uno sport estremamente vario per ambienti, superfici e distanze. Può una scarpa fare tutto? Secondo Hoka, sì: ed è qui che entra in scena Mafate e la sua più recente evoluzione, Mafate 5.
La nascita di un mito: Mafate
Durante la Hoka UTMB Athlete Camp Media Week abbiamo avuto l’occasione di incontrare Nico Mermoud, co-fondatore di Hoka, e di ascoltare direttamente dalla sua voce la genesi di una delle scarpe più iconiche del trail running: la Mafate, appunto. «Volevamo ricreare nella corsa la sensazione dei gravity sports come sci, surf o bici: fluidità, scorrevolezza, gioco col terreno», ci ha raccontato. L’ispirazione si concretizza nel 2010 con la prima Mafate, un tributo all’isola di Réunion e alla sua Diagonal des Fous, gara estrema che attraversa il Cirque du Mafate, una caldera vulcanica dalle pendenze brutali e dagli ecosistemi unici. «Se una scarpa funziona lì, funziona ovunque», ha aggiunto Mermoud, sintetizzando la filosofia che ha guidato Hoka fin dall’inizio. Il vero punto di svolta, però, risale a due anni prima. UTMB 2008: Mermoud spinge fortissimo in discesa, fino a quando, dopo 16 ore di corsa, i quadricipiti cedono. Da primo, si ritrova a perdere posizioni, con un dito rotto e nessuna protezione sufficiente. «Con Jean-Luc Diard [co-fondatore di Hoka, ndr] ci siamo detti: possiamo fare meglio. Dovevamo creare una scarpa che proteggesse di più e permettesse di essere veloci anche a fine gara». Così nasce l’idea Hoka: grandi volumi di ammortizzazione, stabilità e fluidità grazie al MetaRocker, in totale controtendenza rispetto al minimalismo che dominava il mercato all’epoca.
Intense giornate di test
La Hoka UTMB Athlete Camp Media Week è stata anche l’occasione per testare sul campo Mafate 5, il nuovo prodotto di punta del brand per i trail tecnici. Dotata di suola Vibram Megagrip con tecnologia Traction Lug, è dotata di MetaRocker rinforzato, intersuola a doppia densità, tomaia protettiva in tessuto con trattamento anti-sfilacciatura, gabbia in TPU e carrarmato da 5 mm. Non appena indossata, Mafate 5 restituisce subito una sensazione di grandissima ammortizzazione, grip, comodità e controllo: dà davvero l’impressione di poter macinare chilometri e chilometri senza perdere le sue proprietà. Sono sensazioni di cui abbiamo presto avuto conferma sui sentieri.
Durante il primo giorno di test abbiamo avuto l’onore di correre insieme a Nico Mermoud a Notre Dame de la Gorge, sul percorso di UTMB. Il terreno era bagnato, scivoloso e ripido, con molte radici, sassi sconnessi e rocce lisce: eppure, il grip di Mafate 5 è stato veramente eccezionale, sia in salita sia in discesa, mentre l’intersuola a doppia densità (EVA supercritico sul tallone e mescola CMEVA sull’avampiede) ci ha dato controllo e stabilità. Abbiamo corso per circa un’ora mentre Nico ci spiegava le caratteristiche della scarpa, che a suo dire è la rappresentazione di come Hoka immagina il futuro di questo tipo di prodotto: una calzatura volta soprattutto alle ultradistanze e alla comodità, ma senza sacrificare le prestazioni.
Stabilità e spinta anche nei tratti impegnativi
I test sono continuati il giorno successivo, sempre sul tracciato di UTMB – su un terreno meno tecnico, anche se comunque bagnato e scivoloso – insieme agli atleti Hoka Francesco Puppi e Katharina Hartmuth. Questa seconda sessione ci ha dato modo di confermare che la Mafate 5 si comporta sicuramente bene sui terreni impervi e tecnici, ma dà propulsione e spinta anche nei trail più scorrevoli e corribili. A nostro parere è una scarpa che fornisce costantemente supporto e assistenza, permettendoci di coprire quei chilometri in più senza consumare troppo le gambe. Anche se il peso non la classifica come la più leggera sul mercato, la sensazione durante la corsa non è quella di una scarpa pesante. Al contrario, dà un’impressione di agilità e leggerezza e, nonostante i millimetri di stack nel tallone, si comporta come una calzatura adatta ad affrontare le lunghe distanze con sicurezza e stabilità.
Il terzo giorno abbiamo testato Mafate 5 insieme agli atleti Hoka Jean-Philippe Tschumi, Judith Wyder e Sylvia Nordskar, questa volta su un single track tecnico e molto ripido, sia salita sia discesa. È stata un’ulteriore conferma delle impressioni raccolte nei primi due giorni, con in più il vantaggio di avere ai piedi un paio di scarpe che ormai conoscevamo bene e con cui avevamo già macinato diversi chilometri. Mafate 5 si è dimostrata perfetta per questo tipo di terreno, dove potrebbe capitare di avere indecisioni o comunque di non fidarsi completamente dell’appoggio: con questa scarpa, invece, abbiamo sentito grande sicurezza e precisione. I successivi test sono avvenuti su distanze molto più lunghe: la prima volta di 30 km, la seconda volto di 45 km con 2500 metri di dislivello e terreni estremamente vari. In queste due esperienze di corsa abbiamo avuto modo di apprezzare soprattutto la comodità di Mafate 5, oltre che la sua versatilità. Dai tratti facili in piano alle salite ripide, dai terreni facilmente corribili alle discese super tecniche, indossando questa scarpa abbiamo sempre avuto una grandissima sensazione di comfort che, unita alla propulsione, ha reso la corsa molto piacevole, senza alcuna sensazione di pesantezza, persino superato il trentesimo o il quarantesimo chilometro. Infine, è secondo noi da sottolineare anche il fatto che, dopo averci corso più di 100 km, la scarpa sembra nuova e non manifesta problemi legati all’usura.
In definitiva, Mafate 5 è una scarpa che garantisce super ammortizzazione, comodità, supporto e stabilità su tutti i tipi di terreno su cui l’abbiamo testata, dalla strada alle discese tecniche con radici, fino alle salite molto ripide. Una garanzia per affrontare le lunghe e lunghissime distanze senza problemi, con la certezza di avere ai piedi una scarpa solida, affidabile e molto durevole.












































