Il 9 agosto 2020 lascia Malo, in provincia di Vicenza, spingendo davanti a sé il suo inseparabile passeggino Ezio. L’idea è semplice e radicale: fare il giro del mondo a piedi. Da quel momento, ogni passo diventa un tassello di un itinerario sterminato che lo conduce attraverso paesi, culture e geografie tra loro distantissime.
Prima l’Europa occidentale, tra Francia e Spagna; poi l’oceano, attraversato a bordo di un catamarano che lo porta ai Caraibi. È il preludio a una lunga discesa nel Sud America, aspettando venti favorevoli e affidandosi all’ospitalità di chi incontra lungo la strada. Dalla vegetazione tropicale passa poi agli spazi immensi del deserto australiano, quindi ancora Asia: India, Iraq, Iran, Armenia, Georgia, Turchia, Bulgaria.
Il viaggio di Nicolò non è soltanto uno spostamento geografico, ma un modo di entrare in relazione con il mondo a una velocità diversa. Ogni incontro diventa significativo, ogni frontiera un’occasione per rinegoziare la propria idea di casa, ogni paesaggio un invito a osservare, ascoltare, mettere in discussione e ripartire. La sua lunga rotta orientale lo riporta infine verso l’Italia attraverso i Balcani, chiudendo idealmente un cerchio che in realtà, come tutti i viaggi profondi, lascia aperti nuovi orizzonti.
Il cammino di Nicolò Guerrera è la dimostrazione di come la lentezza possa trasformarsi in una forma di conoscenza: un modo di abitare il mondo, di leggere le sue sfumature e di restituire, attraverso il racconto, la complessità sorprendente delle persone incontrate lungo la via.