La rotta circolare del Gruppo Oberalp
WORDS → Francesca Robasto
DATE → 2026-09-01
Il ”Contribute Report 2025″ evidenzia i progressi nel riciclo tessile e oltre 7.000 prodotti rigenerati.
Nel percorso di transizione verso l’obiettivo Net Zero, la vera sfida per le aziende dell’outdoor risiede nella gestione dell’impatto generato dai propri prodotti, la cui lavorazione e produzione costituiscono oltre l’80% dell’impronta carbonica complessiva. Attraverso la pubblicazione del nuovo Contribute Report 2025, il Gruppo Oberalp, casa madre di marchi di riferimento come Salewa, Dynafit, LaMunt, Wild Country ed Evolv, traccia un bilancio concreto delle proprie strategie di sostenibilità, puntando su soluzioni di riciclo tessile avanzato, design monomateriale e servizi di rigenerazione dell’attrezzatura.
I passi più significativi condotti nel corso dell’anno riguardano l’applicazione del textile-to-textile recycling, un processo che consente di recuperare fibre da capi a fine vita per immettere nuovamente il materiale all’interno della filiera tessile evitando l’uso di plastica vergine o bottiglie PET. In occasione del suo novantesimo anniversario, Salewa ha infatti presentato un capo realizzato per il 51% da tessuti rigenerati con questa tecnologia, mentre il brand femminile LaMunt ha introdotto una linea di pile sviluppata secondo i principi del design monomateriale in 100% poliestere, pensata per facilitare il futuro disassemblaggio e riciclo senza elementi compositi complessi.
Accanto all’innovazione dei materiali, il report sottolinea l’importanza di prolungare la vita utile dell’equipaggiamento tecnico attraverso la manutenzione. Nel 2025 il volume delle riparazioni gestito dal Gruppo è cresciuto del 19%, contribuendo a dare una seconda vita a oltre 7.000 prodotti dal 2023 a oggi grazie a programmi dedicati come il Care & Repair di Dynafit, il Second Life di Salewa e i servizi di risuolatura per le calzature da arrampicata Evolv. Un approccio globale che, come evidenziato dalla Presidente Ruth Oberrauch, riconosce i limiti sistemici ancora esistenti ma consolida un impegno trasparente e basato su evidenze scientifiche per ridurre l’impatto ambientale della montagna.
