La storia dietro al mito di CMP

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2026-09-03

Dalle intuizioni sui banchi del mercato fino alla nascita di un colosso dell’outdoor da 215 milioni di euro.

Ci sono storie d’impresa che s’intrecciano in maniera indissolubile con l’evoluzione del tessuto industriale italiano, capaci di trasformare un’intuizione artigianale in un punto di riferimento per l’intero panorama dell’outdoor internazionale. Il compimento dei novant’anni di Giorgio Campagnolo, fondatore di F.lli Campagnolo S.p.A. e Cavaliere del Lavoro, rappresenta un’occasione per ripercorrere una vita dedicata alla visione produttiva, all’innovazione tessile e a un profondo rispetto per la community d’alta quota e del territorio veneto.

Nata nel secondo dopoguerra tra le vie di Bassano del Grappa, l’avventura di Giorgio Campagnolo parte dal banco di filati della madre Maria, sostenuta da un’incontenibile passione per la meccanica. A soli sedici anni progetta un macchinario in grado di realizzare migliaia di pon pon al giorno per i berretti da montagna, dando il via a una reazione a catena che condurrà prima alla bottega di famiglia e poi, nel 1973, alla fondazione ufficiale della F.lli Campagnolo S.p.A.

La vera svolta nel mondo dello sportswear arriva tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila. Con l’introduzione dei primi tessuti in pile e una forte capacità di anticipare le esigenze del mercato, nel 2010 prende vita CMP, il brand dedicato allo sci, al trail e all’outdoor che oggi rappresenta circa il 90% del fatturato dell’intero Gruppo, una realtà accreditata intorno ai 215 milioni di euro e con oltre il 58% della quota commerciale orientata verso i mercati esteri. Oggi la guida dell’azienda è saldamente nelle mani della seconda generazione, con i figli Michela, Maria Pia e Fabio, ma la presenza di Giorgio nei corridoi di Romano d’Ezzelino continua a incarnare la passione e l’umiltà degli esordi.

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