Avete mai fatto risuolare le vostre scarpe da hiking? Forse sì. Più probabilmente, no. Ma la domanda è diventata sempre più attuale, soprattutto ora che si parla tanto di sostenibilità, consumo consapevole e durata dei prodotti. In un mondo dove il “compra e getta” domina ancora troppo spesso le nostre abitudini, c’è un marchio che va in tutt’altra direzione. E lo fa da oltre un secolo. Parliamo di Hanwag: scarpe da montagna e da outdoor di alta gamma, una passione artigianale che nasce nel 1921 e un impegno autentico per allungare la vita dei prodotti. Anche dodici volte, se serve.
Sì, avete letto bene: dodici volte. Tanti sono stati i cicli di risuolatura degli scarponi del geologo tedesco Adelbert Niemeyer, che per decenni ha percorso sentieri e ghiacciai con lo stesso paio di Hanwag ai piedi. La tomaia è rimasta sempre la stessa, la suola è cambiata più volte. È questa l’idea alla base della filosofia del brand tedesco: far durare a lungo ciò che funziona, senza compromessi sulla qualità, sul comfort e sull’affidabilità. La storia del geologo Niemeyer è diventata emblematica dell’impegno di Hanwag nel produrre calzature affidabili, durevoli e sostenibili, e non stupisce che lo storico paio di scarponi sia ancora oggi esposto nella sede centrale del brand a Vierkirchen, piccolo paese bavarese vicino a Monaco dove continua a svolgersi una parte della produzione.
Nel 1921, quando Hans Wagner aprì la sua bottega al civico 56 di Vierkirchen, non lontano dalla sede attuale, il mondo era completamente diverso. C’erano però già esploratori, avventurieri, lavoratori di fatica – tutti con un bisogno in comune: scarpe robuste e affidabili. Hans, figlio di un calzolaio, capì subito che la chiave del suo mestiere non era solo “fare scarpe”, ma fare scarpe che durassero davvero a lungo nel tempo. Due anni dopo, nel 1923, le richieste crescono così tanto che Wagner assume quattro aiutanti e amplia il suo laboratorio. Le sue scarpe con doppia cucitura diventano un simbolo di affidabilità. All’epoca non esistevano negozi outdoor come li conosciamo oggi, ma arrivavano già ordini importanti, da clienti che volevano scarponi su misura, da usare per anni. E da risuolare, all’occorrenza.
Nel tempo la tecnologia è cambiata, i materiali si sono evoluti, ma l’essenza di Hanwag è rimasta intatta: produrre scarpe che durano e che si possono riparare. Una visione che oggi si traduce in un servizio di risuolatura disponibile per il 90% dei modelli da trekking e alpinismo: non per nostalgia o per moda, ma per logica ambientale. I numeri sono impressionanti: solo nel 2023, in Germania, sono state buttate oltre 380 milioni di paia di scarpe. In media, 5 paia per persona. E la maggior parte di queste scarpe è difficilmente riciclabile. Un impatto ambientale enorme, se si considera che produrre un solo paio di sneakers genera circa 13,5 kg di CO2 – come guidare per 110 km. E allora ecco la risposta di Hanwag: risuolare invece di ricomprare. Un’alternativa concreta e sostenibile, che permette non solo di ridurre i rifiuti, ma anche di conservare la forma e la calzata che le scarpe hanno preso sul nostro piede. Perché, lo sappiamo, uno scarpone ben rodato è come un amico di lunga data con cui condividi tanti ricordi speciali: difficile da sostituire.
La produzione delle calzature Hanwag avviene al 100% in Europa, tra cui nella storica sede di Vierkirchen. Proprio qui abbiamo avuto l’occasione di vedere con i nostri occhi come nasce un grande classico: l’Alaska, uno degli scarponi più iconici del brand. Se pensate di sapere come si costruisce uno scarpone da trekking, preparatevi a ricredervi. Assistere passo dopo passo al processo, in ogni sua fase e in ogni dettaglio, è sorprendente: basti pensare che servono dai 90 ai 100 minuti di lavoro manuale per completare un solo paio di Alaska. Non c’è una macchina automatica a fare tutto da sola, ma mani esperte, materiali robusti e uno sguardo sempre rivolto alla qualità. Una parte della sede è invece interamente dedicata alla risuolatura, un’attività che da queste parti, ormai l’avrete capito, è importante tanto quanto la produzione ex novo. Ogni anno, circa 20mila paia di scarponi Hanwag tornano a nuova vita grazie a questo servizio qui a Vierkirchen – e il numero è in crescita. Il lavoro è eseguito da calzolai specializzati a Vierkirchen o da partner autorizzati nel mondo e comprende una nuova suola, l’ammortizzatore, il fascione in gomma, nuovi lacci e plantari (il costo è 110 euro, fino a 170 per i modelli tecnici da alpinismo).
Oggi come un secolo fa, Hanwag continua a credere nella qualità artigianale e nella responsabilità ambientale. In un mondo che parla – spesso a sproposito – di sostenibilità, Hanwag dimostra che la vera rivoluzione non è futuristica ma profondamente radicata nel passato: prendersi cura delle cose, allungarne la vita, investire in ciò che vale davvero. Come faceva Hans Wagner nel suo laboratorio più di un secolo fa, anche oggi un paio di scarponi ben fatti non è solo un oggetto da indossare, ma un compagno di viaggio. Un investimento intelligente. Un gesto concreto per camminare – letteralmente – in modo più sostenibile.







