Millet e Symon Welfringer tracciano Kairos
WORDS → Valentina Vottero
DATE → 2026-05-26
L’alpinista del team francese e Christophe Dumarest tracciano Kairos una spettacolare e severa via di misto sulla parete Est del Mont Blanc du Tacul unendo due generazioni nel segno dell’esplorazione e del più puro stile alpino
Il legame indissolubile tra l’uomo e la verticalità si arricchisce di un nuovo straordinario capitolo scritto direttamente sulle pareti del massiccio del Monte Bianco, dove l’alpinismo d’esplorazione ha dimostrato di avere ancora molto da raccontare. Protagonisti di questa eccezionale avventura ad alta quota sono l’alpinista francese del team Millet Symon Welfringer e il compagno di cordata Christophe Dumarest, capaci di tracciare una linea inedita e severa battezzata Kairos sulla maestosa parete Est del Mont Blanc du Tacul. L’itinerario si sviluppa lungo uno sviluppo complessivo di ben ottocento metri affrontando difficoltà tecniche estreme che toccano il grado misto M8 e arrestandosi su un’antecima situata a quota quattromilaediciotto metri, unendo idealmente due generazioni diverse di scalatori sotto il segno del più puro stile alpino.
L’intuizione che ha dato il via all’impresa è nata in modo quasi casuale pochi giorni prima del tentativo, quando i due alpinisti stavano esaminando attentamente le cartografie e le storiche linee tracciate nel corso dei decenni sulla montagna. Passando con gli sci ai piedi proprio sotto la parete, Dumarest ha notato un imponente pilastro roccioso verticale che appariva incredibilmente inviolato, incastonato tra vie classiche famose in tutto il mondo e una vecchia linea aperta nel millenovecentosettantatré. La vera sfida è iniziata una volta messi i piedi sulla roccia, dove la cordata ha dovuto affrontare condizioni invernali severe e temperature molto rigide, superando tiri di corda complessi su un terrain verticale e fortemente discontinuo che alternava scudi di roccia compattissima a tratti più appoggiati ma psicologicamente impegnativi.
Oltre al monumentale valore sportivo e tecnico della salita, questa impresa celebra un profondo incontro generazionale basato su una perfetta sintonia d’intenti e su una visione comune della montagna. Nonostante i background culturali differenti legati alle rispettive epoche di crescita, Welfringer e Dumarest hanno trovato una straordinaria armonia di cordata, dimostrando come la curiosità e il desiderio di esplorazione siano motori capaci di superare qualsiasi differenza anagrafica. Lo stesso nome scelto per la via, Kairos, attinge non a caso alla filosofia greca antica per indicare il concetto del momento opportuno, riassumendo in una sola parola la felice intuizione di cogliere l’attimo perfetto per aprire una nuova strada nel cuore del Monte Bianco e il senso più intimo della prima alpinistica.
