Giunto alla sua nona edizione, l’evento si conferma un punto di riferimento per la cultura snowboard, capace di crescere, anno dopo anno, grazie a una comunità solida fatta di rider, appassionati, amici e professionisti del settore. Essere ancora una volta a Madonna di Campiglio significa continuare a credere in un progetto che va oltre le condizioni meteo e il singolo programma, mettendo al centro le persone e la condivisione.
La neve è arrivata proprio nell’ultimo giorno: trenta centimetri di neve fresca hanno finalmente imbiancato le piste, regalando lo scenario ideale per il gran finale. Ma il Mini Mountain Mash aveva già dimostrato, ancora una volta, di essere molto più di questo. Un evento che esiste e cresce indipendentemente dalla neve, perché fondato su relazioni, passione e valori condivisi.
Il momento centrale dell’ultima giornata è stato il Jake’s Memorial Banked Slalom, una gara capace di unire competizione e spirito autentico dello snowboard. Rider esperti e appassionati si sono ritrovati in pista insieme, trasformando la gara in un vero momento di incontro e divertimento. Tra i protagonisti, la vittoria di Jamie Lee Castello nell’Overall uomini e di Aurora Marchelli tra le donne. Di grande valore anche la partecipazione degli atleti della nazionale italiana paralimpica, con il successo di Jacopo Luchini, nono assoluto, a conferma di un approccio allo sport inclusivo e aperto a tutti. A rendere ancora più significativa la chiusura dell’evento, la cerimonia di premiazione, accompagnata da un raggio di sole che ha illuminato le piste innevate, suggellando simbolicamente un’edizione particolarmente sentita.
Accanto alle competizioni, il Women Camp ha continuato a rappresentare uno dei pilastri del progetto, coinvolgendo 70 ragazze in un’esperienza che unisce snowboard, formazione e condivisione. Un’iniziativa che rafforza l’identità del Mini Mountain Mash come spazio aperto, accessibile e inclusivo. «Arrivare alla nona edizione del Mountain Mash e chiuderla con questo livello qualitativo è la dimostrazione concreta di quanto commitment, passione e spirito di squadra possano fare la differenza. Un evento di questo tipo costringe il team B-Factory a cambiare radicalmente il proprio DNA e la propria quotidianità, ad adattarsi e affrontare difficoltà reali senza mai perdere energia ed entusiasmo. È proprio in questi momenti che emerge la forza di un gruppo profondamente unito, che nonostante tutto riesce sempre a portare a casa il risultato con il sorriso stampato in faccia», commenta Pietro Colturi, CEO di B-Factory. «L’elemento che rende questo progetto davvero speciale è l’inclusione: non è mai stato un semplice evento di snowboard fatto solo di gare, ma un’esperienza completa di sport, village e community. Il Mini Mountain Mash ne rappresenta l’espressione più autentica e il Women Camp la sua anima più vera ed emozionante, con oltre 70 ragazze che hanno scelto di mettersi in gioco, crescere insieme e vivere la montagna come uno spazio aperto, accessibile e senza barriere. Accanto a loro, centinaia di persone hanno animato il village, testato tavole, attacchi e scarponi e vissuto l’evento grazie ai nostri partner».
Un ringraziamento speciale va a chi ha creduto nel progetto e ne ha reso possibile la realizzazione: MINI, Samsung, Mak Wheels, Beta, Corona, Snowit, Burton Milano, Burton e Anon, Funivie di Madonna di Campiglio, Osprey, Ursus Snowpark, Rifugio Stoppani, Residence Ambiez, Hotel Fortini, Lab Après-Ski e Ski Area Campiglio. È insieme a loro che l’evento continua a crescere, anno dopo anno, diventando sempre più importante: una vera esperienza di snowboard e community.
La nona edizione del Mini Mountain Mash si chiude così, tra snowboard, relazioni e tempo condiviso, confermando la propria capacità di resistere, evolvere e continuare a portare persone in montagna, insieme.












