Oxyburn Gravity e Run Pro Tested by The Pill

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2025-12-16

Quando abbiamo messo le mani sulle novità di Oxyburn, sapevamo già come sarebbe andata a finire.

Parliamo di un’azienda bresciana con oltre trent’anni di esperienza, Made in Italy vero, roba che non ti molla dopo una stagione ma che continui a usare per anni, allenamento dopo allenamento. E quando un capo tiene ancora botta dopo chilometri, freddo e sudore, per me ha già vinto. E Oxyburn con queste due novità, la Gravity e i Run Pro, ha deciso di provocare gli atleti, di sfidare tutti gli sportivi, privandogli di ogni alibi legato al meteo. Piove, vento, freddo? Niente più scuse. Il concetto, la parola d’ordine di Oxyburn è sempre la stessa, nessuna sorpresa su questo aspetto: Base Layer, o come preferisco definirlo io, quella “seconda pelle” che garantisce prestazioni eccellenti, quella che una volta indossata vorresti non più togliertela di dosso. Esagerato, pensate?

La prima volta che ho infilato la Gravity, con neve e temperature poco invitanti, il dubbio se uscire o no non è nemmeno passato per la testa. La maglia infatti combina una fibra Dryarn ad alte prestazioni a contatto diretto con la pelle, con un’innovativa membrana esterna Windtex (Wirex) posizionata su tutta la parte anteriore, capace di bloccare vento e acqua. Non solo. Per una persona come me che ripudia la corsa con mille strati addosso, sentendosi goffo ed impacciato nei movimenti,  questo capo risulta essere ottimale per il suo utilizzo: va dai -20° ai + 15. In altre parole, vi sentirete coperti — persino troppo coperti — ma nel senso giusto. La struttura seamless e tridimensionale fa il suo dovere: il sudore viene spinto fuori in fretta, il capo resta asciutto. La temperatura rimane stabile, senza quei fastidiosi sbalzi che ti fanno rallentare. La zip sul collo è una manna quando serve aria, il collo alto protegge davvero dal vento, e le maniche raglan lasciano totale libertà di movimento. Non senti costrizioni, non senti punti morti.

E no, non c’è quel classico problema di differenza termica tra sopra e sotto. Tutto lavora insieme, come deve essere. Una seconda pelle che ti avvolge, senza farsi notare, lasciandoti la piena e totale libertà di cui hai bisogno.

E come senza volerlo vi ho anticipato i Run Pro, l’altro ”pezzo forte”. Assurdo, questo ve lo devo dire: già dal primo riscaldamento e non appena indossati, beh sembra di non averlo fatto. La sensazione di una completa libertà motoria, la traspirazione ottimale e costante e la tasca posteriore a soffietto interno e di zip al fondo del pantalone per una maggiore aderenza alla caviglia sono i principali aspetti e caratteristiche di cui mi sono innamorato.

Dettagli? Beh, forse, ma sono quelli che fanno la differenza quando macini chilometri.

E se realizzate con il tempo, come me, di avere una dipendenza da questa seconda pelle, nessun problema, dopotutto il valore aggiunto di Oxyburn è la durabilità. Non ve lo siete dimenticati, vero?

Per i più curiosi ecco il sito: www.oxyburn.it/

0
0
Your Cart
Your cart is emptyReturn to Shop