Sedici giorni tra ghiacciai e pareti rocciose della Hunza Valley, in Pakistan. Sedici giorni di fatica, sorrisi, scoperte e cambiamenti. Questo è stato “Girls in Action”, il corso di alpinismo organizzato da Mountain Wilderness, organizzazione internazionale attiva nella protezione degli ambienti montani e desertici, per 23 giovani donne provenienti dallo Swat e dal Chitral, due regioni del nord del Paese. Un’iniziativa nata con il duplice obiettivo di trasmettere competenze tecniche e consapevolezza ambientale, ma che ha finito per aprire orizzonti, accendere desideri e generare consapevolezza in un contesto dove, troppo spesso, alle donne non è concesso scegliere. A sostenere il progetto c’era anche HDry, azienda italiana specializzata in tecnologie impermeabili e traspiranti, nota a livello internazionale per le sue soluzioni brevettate nel settore outdoor. In Pakistan, al fianco delle ragazze, c’era Sarah Haase, marketing manager di HDry e alpinista, chiamata a fare da istruttrice. «All’inizio ci guardavano come eroine, perché facevamo attività considerate “da uomini”», racconta Sarah. «Ma durante il corso hanno visto che potevano farle anche loro. È stato emozionante vederle trasformare l’ammirazione in consapevolezza».
Il gruppo si è rafforzato giorno dopo giorno, dalle prime uscite in falesia alle notti in tenda, fino alle ascensioni sui ghiacciai a 3.000 metri. Secondo Sarah, le ragazze, nonostante non fossero abituate ad allenarsi, hanno affrontato ogni sfida con determinazione. In un Paese dove ancora oggi l’accesso delle donne allo sport è limitato e controllato, molte di loro non avevano mai avuto la possibilità di misurarsi con il proprio corpo in un ambiente outdoor. E se la montagna è stata palestra di tecnica e resistenza, i momenti più intensi si sono vissuti senza corde e ramponi. «Mi ha colpito la loro vitalità contagiosa», continua Haase. «Ballavano e cantavano in ogni momento libero, ma soprattutto hanno trovato il coraggio di raccontarci le loro vite, le restrizioni che subiscono, i sogni che coltivano. Conversazioni che mi hanno toccata nel profondo».
Tra i temi affrontati nel corso, grande spazio ha avuto la tutela ambientale: l’uso delle risorse, la fragilità degli ecosistemi montani, l’impatto che i rifiuti hanno su flora e fauna. In Pakistan, la sensibilità ambientale è ancora poco diffusa. «Anche tra le ragazze all’inizio abbiamo osservato la mancanza di consapevolezza sul tema che siamo abituati ad avere in Europa. Durante la prima uscita in falesia, per esempio, non hanno pensato a portarsi via carte e bottigliette che erano state usate durante la giornata», racconta Haase. «È stato il punto di partenza per spiegare l’importanza dei piccoli gesti. Abbiamo mostrato il film Free K2, sulla storica spedizione del 1990 che liberò il K2 da oltre 200 tonnellate di rifiuti. Ha risuonato molto. Nei giorni successivi, molte hanno cominciato a raccogliere i rifiuti lungo i sentieri usando i sacchetti del pranzo».
Il sostegno a “Girls in Action” non è un episodio isolato, ma parte integrante della filosofia di HDry. L’azienda, partner di numerosi brand outdoor internazionali, ha sviluppato una tecnologia brevettata di laminazione diretta che rende i materiali impermeabili e traspiranti senza ricorrere a sostanze nocive. Tutta la produzione di HDry è infatti priva di Ptfe e Pfas, nel rispetto delle normative più severe come Reach e Oeko-Tex Standard 100. L’ultima innovazione in casa Hdry è la membrana B5, una soluzione bio-based che sostituisce gran parte delle materie prime fossili con componenti derivati dal mais non edibile. Con oltre il 50% di contenuto rinnovabile, la B5 unisce prestazioni tecniche elevate e ridotto impatto ambientale. «In HDry, pensiamo che l’outdoor deve essere vissuto rispettando la natura e insegnando a proteggerla», sottolinea Haase. «Una vision che si sposa perfettamente con il progetto “Girls in Action”».
Scuola di montagna come scuola di vita? Sarah si augura che dopo questa esperienza le partecipanti abbiano impiantato in sé stesse «la forza di inseguire i propri sogni senza sentirsi inferiori a nessuno». Per HDry, è un contributo per costruire una strada dove sostenibilità, innovazione e responsabilità sociale camminano insieme. In un Paese dove la possibilità di autodeterminazione femminile è resa impossibile dal potere maschile e religioso, “Girls in Action” ha fatto intravedere la possibilità di spazi di libertà. Dal confronto con le istruttrici è nata una proposta espressa dalle partecipanti durante la cerimonia conclusiva del corso alle istituzioni locali accorse in rappresentanza: la creazione di un club alpino femminile. “Girls in Action”, in questo senso, è stato un seme piantato tra le montagne, pronto a crescere in un mondo più equo per la natura e per le donne.
Foto di Carlo Ferro














