Restare fedeli alla propria strada
WORDS → Francesca Robasto
DATE → 2026-09-02
A Chamonix, durante la settimana dell’UTMB, Keen racconta il proprio ingresso nel trail running.
A Chamonix, durante la settimana dell’UTMB, il trail running diventa per qualche giorno il centro del mondo outdoor. La valle si riempie di atleti, brand, retailer e appassionati, e ogni angolo diventa un punto di osservazione privilegiato su come sta cambiando la corsa in montagna. È in questo contesto che abbiamo incontrato Jeroen Meijer, Marketing Director EMEA di Keen, e Rachel Treinen, Director of Product Merchandising EMEA, per parlare del presente e soprattutto del futuro del brand nel trail running. A prima vista, l’ingresso di Keen in una categoria così tecnica e competitiva potrebbe sembrare una svolta. In realtà, per il brand americano con sede a Portland, si tratta di un’evoluzione piuttosto naturale. Keen nasce infatti oltre vent’anni fa come realtà profondamente legata all’outdoor e, nel corso della sua storia, ha progressivamente ampliato il proprio campo d’azione: dai sandali all’hiking, fino al fast hiking e oggi al trail running. “Siamo sui trail da vent’anni”, racconta Jeroen. La nuova categoria non rappresenta quindi un cambio di direzione, ma il passo successivo di un percorso costruito sul terreno.
La sfida è entrare nel mondo del trail senza perdere ciò che ha sempre definito Keen. In un mercato dove la performance viene spesso associata alla ricerca della massima leggerezza e della velocità, il brand sceglie infatti di partire da un’altra idea di prestazione. Comfort, protezione e durabilità diventano i tre elementi fondamentali attorno ai quali sviluppare il prodotto. Il trail running rimane una disciplina altamente tecnica, e la scarpa deve essere in grado di proteggere il piede e garantire affidabilità anche su lunghe distanze. Ma Keen non sembra interessata a costruire semplicemente un altro prodotto destinato all’élite. L’obiettivo è rivolgersi a un runner più ampio, a chi corre per il piacere di stare all’aperto e cerca una scarpa capace di accompagnarlo sui sentieri senza trasformare ogni uscita in una gara contro il cronometro.
Questa impostazione ha influenzato anche il processo di sviluppo. Nelle prime fasi dell’ingresso nel trail running, Keen ha scelto di lavorare soprattutto con everyday runners, persone che correvano per passione e per stare nella natura, invece di affidarsi immediatamente agli atleti professionisti. Con l’evoluzione della gamma, il coinvolgimento degli atleti è diventato progressivamente più importante. I prototipi vengono oggi testati anche da runner élite, capaci di accumulare in pochi giorni una quantità enorme di chilometri e quindi di fornire rapidamente dati e feedback preziosi. Il loro ruolo, però, non è quello di definire un prodotto esclusivamente pensato per le competizioni. Gli atleti servono piuttosto a mettere alla prova le idee, individuare i dettagli da migliorare e contribuire a un processo di sviluppo più preciso. Una forma di collaborazione che, secondo Keen, permetterà di vedere nei prossimi anni prodotti sempre più tecnici, senza allontanarsi dall’idea di accessibilità che caratterizza il brand.
È una filosofia che ritroviamo anche nelle attività organizzate durante UTMB. L’attivazione “Mind the Gap”, rappresenta il tentativo di inserirsi nella settimana più importante del calendario trail senza replicare necessariamente i format più esclusivi che caratterizzano Chamonix in questi giorni. Il limite della location rende inevitabilmente alcuni appuntamenti più contenuti, ma il modello che Keen sta sviluppando in altri contesti punta a eventi aperti, social run e iniziative pensate per coinvolgere anche chi si sta avvicinando per la prima volta al mondo del trail. L’idea di comunità diventa così parte integrante della strategia. Non soltanto parlare ai runner già presenti nella categoria, ma creare occasioni per far entrare nuove persone nel mondo della corsa outdoor.
Guardando avanti, Keen sembra inoltre interessata a un territorio che riflette sempre di più il modo in cui le persone corrono realmente: quello tra strada e sentiero. La distinzione netta tra road e trail appare infatti sempre meno rappresentativa delle abitudini quotidiane. Molti runner escono direttamente dalla porta di casa, percorrono qualche chilometro sull’asfalto e raggiungono poi il trailhead. È questo spazio “door-to-trail”, più ibrido e multidimensionale, a rappresentare una delle aree che Keen vuole esplorare in futuro, senza abbandonare il proprio focus sul trail. Durante UTMB, il lavoro del team non consiste quindi soltanto nel presentare prodotti.
Chamonix diventa un grande laboratorio a cielo aperto: osservare cosa indossano i runner, come si muove il mercato, quali tecnologie vengono introdotte e come stanno cambiando le esigenze degli utenti. Anche il team di innovazione globale di Keen è presente, con l’obiettivo di raccogliere informazioni direttamente dal terreno e capire come continuare a essere rilevanti nella categoria. In questo percorso, la sostenibilità rimane un altro elemento centrale. Per le calzature lifestyle Keen ha già sviluppato approcci basati sulla possibilità di disassemblare il prodotto. Nel footwear tecnico, e in particolare nel trail running, la questione è più complessa: una scarpa deve mantenere struttura e integrità per garantire protezione e sicurezza. Per questo il primo passo è la durabilità. Una scarpa costruita per durare più a lungo viene sostituita meno frequentemente e, di conseguenza, riduce il consumo di risorse. Il secondo riguarda invece ciò che succede quando la scarpa arriva davvero alla fine della propria vita. Keen sta introducendo ECO_END, un catalizzatore naturale inserito nella mescola dell’intersuola che favorisce, in determinate condizioni di fine vita, l’azione dei microrganismi sui materiali della scarpa. L’obiettivo è accelerare significativamente la degradazione del materiale a fine vita, riducendo al contempo la formazione e la persistenza di microplastiche. La tecnologia viene introdotta inizialmente su alcuni modelli running, con l’intenzione di estenderla progressivamente alle linee running e outdoor.
Durare di più, essere più facilmente gestibile a fine vita e, soprattutto, educare il consumatore a prendersi cura dell’attrezzatura: per Keen la sostenibilità non sembra essere una singola tecnologia, ma un processo che accompagna l’intero ciclo di vita del prodotto. Lo stesso approccio, in fondo, descrive il modo in cui il brand vuole crescere nel trail running. Nessuna corsa alla conquista immediata del mercato, ma un percorso costruito dal basso. “Doing the right thing before scaling it” è la filosofia che meglio riassume questa strategia. Rispetto per le persone, rispetto per l’ambiente e una forte connessione con l’outdoor continuano a essere i punti di riferimento. A Chamonix, quindi, Keen non sta semplicemente presentando una nuova categoria. Sta cercando di capire come entrarci rimanendo fedele a se stessa. In un panorama sempre più orientato alla specializzazione estrema, la sua risposta passa da un’idea forse meno spettacolare, ma molto concreta: costruire prodotti affidabili, farli durare, ascoltare chi li usa e crescere un passo alla volta.









