SCARPA brilla a Berna  

WORDS → Emanuele Castiglione

DATE → 2026-06-12

Nelle calde finali del World Climbing Series IFSC, il team SCARPA domina la scena internazionale con tre podi pesanti e confermando una nuova generazione di talenti pronta a prendersi la vetta delle classifiche globali.

Se si parla di mondiali in questo 2026 viene subito in mente il football; eppure in questi mesi si sono tenuti degli altri mondiali che meriterebbero la stessa attenzione mediatica – ci scuserete per il tono polemico. Non parliamo dell’America ma di una trasferta poco oltre i nostri confini, precisamente a Berna, la quale dal 22 al 24 maggio scorso è diventata la capitale mondiale del boulder indoor ospitando la World Climbing Series IFSC. Proprio la città svizzera è stata la prima tappa europea del circuito internazionale di competizioni 2026, riunendo alcuni dei migliori atleti di questo sport per tre giorni di gare destinate a veri fuoriclasse. Ospitato in una delle sedi storiche dell’arrampicata europea, l’evento ha visto sfidarsi i massimi interpreti della disciplina sia nel comparto maschile che in quello femminile, con le qualificazioni del venerdì, le semifinali nelle mattinate del weekend e le finali disputate davanti a un pubblico numerosissimo nelle calde serate di sabato e domenica.
In questo contesto di altissimo livello, gli atleti del team SCARPA hanno ottenuto risultati di rilievo in entrambe le categorie, portando a casa una vittoria storica, una medaglia d’argento, un piazzamento nella top dieci nella competizione femminile e una medaglia di bronzo in quella maschile.

A guidare la carica nella competizione femminile è stata Oceania Mackenzie, autrice di una prestazione straordinaria che le ha permesso di conquistare la sua prima medaglia d’oro in una coppa del mondo, siglando anche la prima vittoria nella storia del circuito ottenuta da un’atleta australiana. Mackenzie ha completato tre boulder nella finale, dimostrandosi l’unica atleta capace di salire il primo dei quattro blocchi e sfoggiando un sangue freddo notevole durante una manche particolarmente selettiva. La sua vittoria a Berna arriva dopo una crescita costante nel circuito internazionale, impreziosita dai precedenti podi e dalla medaglia di bronzo conquistata all’inizio della stagione a Keqiao.

Subito dietro, la britannica Erin McNeice ha proseguito la sua ascesa conquistando la medaglia d’argento. A soli 22 anni, l’atleta di Chesterfield è rapidamente diventata una delle climber più promettenti e complete del panorama internazionale, solida sia nel boulder sia nel lead. A Berna, McNeice è stata l’unica atleta a raggiungere tutte e quattro le zone di finale, ma il mancato completamento dei primi due blocchi l’ha lasciata a soli 5,5 punti di distanza dalla vincitrice. A completare l’ottimo quadro della categoria femminile ci ha pensato la francese Oriane Bertone, che ha conquistato l’ennesima finale della carriera chiudendo al settimo posto complessivo. Già riconosciuta come uno dei talenti più brillanti della disciplina per la sua precisione tecnica e il suo stile esplosivo, Bertone ha dimostrato ancora una volta una grandissima continuità di rendimento.

Nella competizione maschile i riflettori si sono accesi sul climber belga Hannes Van Duysen, capace di agguantare il podio con una splendida medaglia di bronzo. Il ”king dello slab” ha chiuso la sua gara alle spalle di Sorato Anraku e Mejdi Schalck dopo una finale altamente competitiva che ha visto scontrarsi i migliori interpreti mondiali del momento. Questo risultato conferma la presenza stabile di Van Duysen ai vertici internazionali, dove negli ultimi anni si è progressivamente affermato come uno dei principali specialisti dei blocchi grazie a uno stile potente e dinamico.

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