SCARPA Furia Air

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2026-02-12

SCARPA rinnova la sua scarpetta più iconica introducendo una nuova forma derivata dalla Drago XT e un sistema di chiusura rinforzato per un feeling ”glove-like” senza precedenti.

SCARPA annuncia ufficialmente il ritorno della Furia AIR, il punto di riferimento assoluto per chi cerca la massima connessione con la roccia o i volumi indoor. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un affinamento tecnico: la versione 2026 mantiene il peso record di 150 grammi ma guadagna in precisione e durabilità, confermandosi la scarpetta più sensibile della gamma.

Una nuova forma per un ”Glove-like Fit” dove il cuore del restyling è l’adozione di una nuova forma, mutuata dalla celebre Drago XT. Questo aggiornamento garantisce una calzata ancora più avvolgente, eliminando ogni spazio vuoto e offrendo una sensazione di ”guanto” che esalta la precisione sui micro-appoggi. La tomaia in microfibra a doppio strato, perforata esternamente per la massima traspirabilità, lavora insieme all’inserto in Alcantara posizionato sotto l’alluce per trasmettere ogni minima asperità del terreno direttamente al piede del climber.

La nuova Furia AIR risponde alle esigenze di chi scala intensamente con un sistema di chiusura a Z rinforzato in materiale polimerico. Questa soluzione permette una regolazione millimetrica e una resistenza superiore all’usura rispetto al passato. Anche il tallone è stato oggetto di cure tecniche: il rivestimento in TPU applicato alla microfibra aumenta la protezione dalle abrasioni senza appesantire la struttura, rendendola ideale per i tallonaggi più tecnici sia in falesia che in ambito boulder.

Equipaggiata con suola Vibram XS Grip 2 e gomma M50 in punta, la Furia Air è la scarpetta ”purista” per eccellenza. Priva di supporto strutturale rigido, richiede forza nell’arco plantare ma restituisce un controllo assoluto negli spalmi (smearing). È lo strumento definitivo per i pro-climber e per gli appassionati di livello avanzato che vogliono affinare il proprio footwork o chiudere progetti outdoor dove la sensibilità è l’unico modo per restare attaccati alla parete.

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