Simond: inizia una nuova era

WORDS → Chiara Beretta

DATE → 2026-04-01

Il longevo brand francese nato nel 1860 a Chamonix, dove ancora oggi produce i suoi moschettoni, ramponi e piccozze, ha inaugurato un capitolo inedito della sua storia: visione rinnovata ispirata dai concetti di stile alpino e performance sostenibile.

A cosa pensate se dico Simond? Probabilmente a Decathlon, azienda multisport che dal 2008 vende il marchio in esclusiva. Eppure, la storia di questo brand francese inizia molto, molto prima. Per l’esattezza, circa un secolo e mezzo prima. È il 1860 quando a Chamonix la famiglia Simond comincia a produrre piccozze e ramponi. Continuerà a farlo per cinque generazioni, scrivendo un pezzo di storia dell’alpinismo: per dirne una, c’è l’equipaggiamento Simond ad accompagnare la spedizione francese che per prima raggiunge la vetta dell’Annapurna nel 1950. Radicalmente trasformata da decenni di innovazione tecnologica ed evoluzione di design e materiali, questa attrezzatura, insieme ai moschettoni, è ancora oggi prodotta nella cittadina francese nel cuore delle Alpi. Un caso unico, letteralmente, nel panorama outdoor contemporaneo. Ciò per cui Simond è finito sotto i riflettori in queste settimane non è però tanto il suo passato, quanto il suo futuro. A novembre 2025 il brand ha annunciato un capitolo inedito della lunga storia: un nuovo logo, un nuovo team di atleti e una visione rinnovata che, ispirata dai concetti di performance sostenibile e stile alpino, ha tra gli obiettivi a breve termine quello arrivare nella top 5 dei marchi outdoor riconosciuti dai consumatori come maggiormente affidabili.

«Abbiamo sentito che era arrivato il momento di scrivere un nuovo capitolo, per meglio adattarci a come sta cambiando il mondo outdoor», ci spiega Nathalie Jacquier, Marketing & Communication Director. È un cambiamento che ha a che fare con le modalità con cui oggi le persone vivono la montagna, prima di tutto: da qui la decisione di ampliare il portfolio storico di Simond affiancando il trekking e lo sci backcountry all’alpinismo e all’arrampicata, che sono stati a loro volta aggiornati alla luce del crescente interesse verso l’hike&fly e l’indoor climbing. È un cambiamento che ovviamente tocca anche l’ecosistema montano in sé, con la crisi climatica che avanza e il conseguente scioglimento dei ghiacciai. «Il 2025 è stato l’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai e come team abbiamo avuto la possibilità di incontrare un famoso glaciologo. Ascoltandolo, ci siamo detti che era davvero arrivato il momento di fare qualcosa», prosegue Jacquier. Non è un caso che il motto che guida Simond in questa nuova era sia performance by fair means, performance con mezzi rispettosi: l’obiettivo è produrre garantendo elevate prestazioni, ma anche durabilità e impatto ambientale controllato. Un impegno sottolineato anche dal lancio della prima collezione in cotone certificato Fairtrade/Max Havelaar da agricoltura rigenerativa, in arrivo nel 2026, e soprattutto dal recente ingresso nel movimento “1% for the Planet”, che prevede di devolvere l’1% delle vendite di rinvii, piccozze, ramponi e corde (esteso a tutta l’attrezzatura in metallo nel 2026) a supporto di cause ambientali.

Cominciare a scrivere un nuovo capitolo non significa dimenticare quello che è stato, ovviamente. Al contrario, con il rebranding Simond ha voluto valorizzare uno dei capisaldi della propria identità, che ancora oggi non tutti conoscono: «Abbiamo voluto inserire nel nuovo logo la scritta “Chamonix Since 1860”: siamo qui da sempre e per noi era molto importante metterlo in primo piano», chiarisce Jacquier. Ogni anno nello stabilimento ai piedi del Monte Bianco vengono prodotti un milione di moschettoni, 10mila piccozze e 10mila paia di ramponi. «Questo è ciò che distingue Simond da ogni altro marchio outdoor», aggiunge Bruno Legras, Product Director. «Siamo qui da 160 anni e ancora produciamo qui la nostra attrezzatura: siamo l’unico marchio a farlo». «Oggi, presentando i nuovi prodotti, costruiamo la nostra credibilità basandoci sulla nostra storia», prosegue Legras. «A volte notiamo che le persone non ci conoscono ancora abbastanza, quindi non si fidano subito. I professionisti e gli atleti con cui collaboriamo, talvolta anche gli influencer che credono nei nostri prodotti, ci aiutano a farci conoscere. Ma quel che conta è chi usa quei prodotti sul campo: i nostri clienti, gli amanti della montagna. Alla fine sono loro a giudicarci. E se dicono che abbiamo fatto un buon lavoro, allora va bene».

Sono tre in particolare le novità, attese sul mercato nel 2026, che Simond ha già presentato per raccontare qualcosa di più della nuova era appena inaugurata. La piccozza Woma, prima di tutto. Recente evoluzione di quello che è certamente il prodotto più iconico del brand, la piccozza è stata sviluppata e prodotta a Chamonix per chi pratica sci backcountry, uscite su ghiaccio e alpinismo classico. Il suo punto di forza? L’ultraleggerezza: pesa solo 270 grammi. «Mi piace sempre citare Antoine de Saint-Exupéry: il prodotto perfetto non è quello a cui non hai più nulla da aggiungere, ma quello a cui non hai più nulla da togliere», dice Legras. «Ed è questo, per me, il punto chiave del design di prodotto». L’essenzialità è una caratteristica che ritroviamo anche nella seconda novità in arrivo a giugno 2026: la tenda Sprint Tarp in Dyneema. Ultimo step di un’avventura iniziata nel 2017 con la serie MT900, questa tenda da trekking testata per 4.265 km sul Pacific Crest Trail unisce massima leggerezza (da sola pesa 510 grammi), protezione e resistenza. Ultima ma non meno importante, la Edge. “Sorella” della Edge Soft, questa nuova scarpetta da arrampicata, disponibile da settembre 2026, promette precisione e sensibilità sulle micro-prese grazie alla suola Vibram XS 4mm con rigidità differenziata, alla forma asimmetrica con grip centrato sulle dita e all’allacciatura a doppia zona.

Come accennato, il rebranding di Simond è guidato anche da un altro filo conduttore: la filosofia dello stile alpino, ovvero lo stile di chi, proprio come facevano i pionieri delle Alpi, scala le vette in autonomia, senza lasciare tracce e portando con sé tutta l’attrezzatura. Per Simond non si tratta solo di una tecnica alpinistica, ma di una vera e propria cultura che si traduce, all’atto pratico (e produttivo), in «leggerezza, semplicità, sobrietà e responsabilità». Di nuovo, non una novità per il brand, ma un mantra che viene riportato in primo piano per illuminare la strada di domani. È stata in stile alpino la storica prima salita del Jannu East in Himalaya, compiuta a ottobre 2025 da Nicolas Jean e Benjamin Védrines. I due fanno parte del team Simond nella neonata sezione “Apripista”, che riunisce una ventina di atleti che stanno scrivendo il futuro dell’alpinismo. Nel rinnovato team di atleti ci sono anche i Visionari (tra cui Jean Rouaux, che nel 2024 ha scalato l’Ama Dablam, in Nepal, partendo da Chamonix in bicicletta) e i Custodi dell’eredità (come Francois Marsigny, noto alpinista premiato con il Piolet d’Oro nel 1994). Per ora il team sponsorizzato da Simond parla quasi solo francese, ma l’intenzione è quella di aprirsi anche ad altri Paesi – e chissà che non ci arrivi anche qualche italiano, un giorno.

E allora, riproviamo: a cosa pensate, adesso, se dico Simond?

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