Sneakers d’autore: Henrik Vibskov x Keen

WORDS → Emanuele Castiglione

DATE → 2026-05-29

Da Portland a Copenhagen, il design scandinavo riscrive i volumi della calzatura ibrida.

Indossare qualcosa non è mai un gesto neutrale e quando si parla di Keen, ogni linea, dalla geometria della suola alla scelta dei materiali, diventa un atto narrativo. Questa volta la storia nasce a Portland ma parla scandinavo: è l’incontro tra il DNA tecnico del brand e la visione d’avanguardia di Henrik Vibskov. Il designer ha giocato con colori e forme per dare vita a una sneaker open-air che sfida le convenzioni, trasformando la funzionalità in un linguaggio visivo audace e minimale. L’approccio di Vibskov non è stato un semplice restyling cromatico; ha lavorato sui volumi, inserendo silhouettes circolari all’interno della struttura organica che ha reso celebre il sistema a due corde, con l’obiettivo di esplorare fin dove fosse possibile spingere l’identità del brand senza tradirne l’anima.

Come racconta lo stesso Vibskov, l’idea era quella di inserire una forma quasi a disco per dare al modello una nuova estetica essenziale, sperimentando al contempo con materiali capaci di muoversi tra contesto urbano e outdoor. Questa visione si concretizza nella Uneek 360 “Brindle Scarlet Ibis”, un’evoluzione asimmetrica e moderna caratterizzata da una tomaia in knit leggero che avvolge il piede con naturalezza. Qui, la base neutra viene interrotta da accenti cromatici decisi che riflettono la direzione artistica del designer, garantendo flessibilità e resistenza per l’utilizzo quotidiano. Accanto a questa versione più tecnica e sintetica, la collaborazione esplora territori più raffinati con la Uneek Leather. Realizzata con corde in pelle premium, questa interpretazione eleva la sneaker verso uno stile quotidiano più ricercato, declinandosi in colorway contemporanee come il “Bronze Green” o nei toni naturali del “Birch Canteen”.

Entrambi i modelli garantiscono il fit e la trazione distintivi che hanno reso il marchio un punto di riferimento per chi vive all’aria aperta, ma lo fanno portando con sé una nuova rilevanza culturale. La collezione conferma così una tendenza sempre più forte verso la calzatura ibrida: un oggetto capace di passare con disinvoltura da una galleria d’arte a un sentiero battuto. È la dimostrazione che il design d’autore può elevare la funzione tecnica, creando pezzi pronti a lasciare il segno tanto sulla terra quanto sull’asfalto, dimostrando che la funzionalità non è mai stata così vicina all’arte.

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