South African In A Day

WORDS → Alan Ciliberti

DATE → 2026-02-26

Ventiquattro ore in parete, senza soste e senza compromessi. In Patagonia, Siebe Vanhee e Tommy Caldwell firmano una salita storica che ridefinisce lo stile e le possibilità dell’alpinismo su grandi pareti.

Nel cuore del Parco Nazionale Torres del Paine, in Patagonia cilena, Siebe Vanhee e Tommy Caldwell hanno completato una salita destinata a entrare nella storia dell’alpinismo. I due hanno liberato in sole 24 ore la South African Route sulla parete est della Torre Centrale del Paine, una linea di 1.200 metri valutata fino al grado 5.12c, percorsa interamente in libera e in stile continuo. La salita è iniziata alle 3:20 del mattino del 13 febbraio e si è conclusa esattamente 24 ore dopo, senza l’uso di portaledge, corde fisse o appoggi esterni. Una scelta che si discosta radicalmente dall’approccio tradizionale alle grandi pareti patagoniche, dove le ascensioni possono durare settimane. Questo tentativo rappresenta la prima salita in libera in giornata della via e solo la terza libera completa dalla sua apertura negli anni Settanta. Vanhee e Caldwell hanno affrontato tiri chiave di 5.12c, un lungo offwidth di 60 metri e un ambiente instabile, caratterizzato da roccia friabile, neve e ghiaccio. Dopo quasi 19 ore di arrampicata, il cambio dalle scarpette agli scarponi alpini ha segnato l’ingresso nella parte finale, conclusa al buio lungo una cresta di vetta particolarmente esposta. Subito dopo la cima, una tempesta ha costretto i due a una lunga e complessa discesa notturna in condizioni severe

Questo risultato non è frutto di un singolo tentativo, ma di tre settimane di lavoro e tre attacchi seri alla parete, adattandosi al meteo imprevedibile della Patagonia e accettando un livello di impegno totale. La South African Route, aperta originariamente in stile pulito e senza chiodi a espansione, mantiene ancora oggi un carattere severo che richiede precisione, strategia e una forte sintonia tra i compagni di cordata. La salita di Vanhee e Caldwell segna un nuovo punto di riferimento per l’alpinismo moderno e per l’arrampicata su big wall in ambiente estremo. Più che una dimostrazione di forza, è un esempio di come esperienza, visione e partnership possano spingere oltre i confini del possibile, offrendo una nuova lettura dell’avventura verticale in Patagonia.

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