The North Face Offtrail Expedition
WORDS → Simone Bertelli
DATE → 2026-09-21
Due giorni immersi nella natura, vita da Base Camp e Trail Running.
La premessa era chiara: vivere due giorni zaino in spalla ai piedi del ghiacciaio Fellaria, in Valmalenco, garantendo al contempo il comfort necessario sul campo. Nulla di più, nulla di meno. È con questo spirito che The North Face ha scelto di presentare la nuova collezione ispirata alla storica Trans-Antarctica Expedition del 1989-1990: un’impresa da oltre 6.000 chilometri ideata per documentare i cambiamenti climatici e lo stato dei ghiacci polarizzati. Fiore all’occhiello della linea è la nuova Offtrail Ultra, una calzatura sviluppata per i terreni più tecnici grazie a una suola aggressiva con tasselli da 5 mm, tomaia in mesh traspirante e una ghetta integrata progettata per muoversi senza soste.
Il viaggio prende il via il sabato da Milano, con la consegna dell’equipaggiamento da parte di Crusher Running: kit tecnico, calzature e una borsa contenente il necessario per la gestione dei pasti. Raggiunta Lanzada dopo circa tre ore di autobus, il percorso subisce la prima variazione a causa di una frana lungo la strada. Si prosegue dunque a piedi lungo un ripido sentiero per superare l’interruzione, per poi salire a bordo di una navetta verso Campo Moro. Da qui la salita riprende in direzione del Base Camp 1, posizionato nei pressi del Rifugio Bignami a 2.400 metri di altitudine. Nonostante il peso degli zaini con l’attrezzatura per la notte, il primo campo viene raggiunto in poco più di un’ora. Durante una breve sosta, Davide Barone, Product Expert di The North Face, illustra le specifiche tecniche della Offtrail Ultra e degli altri modelli della collezione.
Con la luce che comincia a calare, la spedizione si sposta verso la sede del Base Camp 2, situato su un piccolo altopiano accanto a un torrente. Il colpo d’occhio sul ghiacciaio Fellaria è immediato e viene accompagnato dal boato di un blocco di ghiaccio che si stacca precipitando nel lago sottostante: un evento che riporta subito l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota e sulle conseguenze del riscaldamento globale. Completato il montaggio delle tende, il gruppo approfitta degli ultimi sprazzi di luce per una breve sessione di corsa al tramonto con le lampade frontali, sul terreno roccioso. La serata prosegue con la preparazione della cena tramite fornelletti da campo e pasti liofilizzati forniti da AKTA, affrontando il rapido calo delle temperature all’interno del campo base prima del riposo notturno.
La mattina seguente la sveglia scatta all’alba. Dopo lo smontaggio del campo, prende il via la giornata con una corsa a squadre finalizzata al raggiungimento di quattro checkpoint dislocati all’interno della morena del ghiacciaio. Equipaggiati con mappa e bussola, i team affrontano un tracciato tecnico e ripido sui terreni un tempo coperti dai ghiacci. In ciascun checkpoint i partecipanti recuperano un oggetto contenente un indizio. Una volta rientrati al Base Camp 1, le squadre svelano la frase finale del rebus: “United for the future of our glaciers”, un chiaro riferimento alla tutela del ghiacciaio Fellaria. La giornata si chiude con il rientro verso valle e la discesa a Milano. Due giorni intensi tra trail running e vita da campo, pensati per riscoprire il valore della disconnessione e il rispetto profondo per l’ambiente montano.




