Tom Livingstone vince il Piolets d’Or

WORDS → Francesca Robasto

DATE → 2026-01-05

Tom Livingstone, tra i massimi interpreti dell’alpinismo moderno, ha vinto per la seconda volta il prestigioso Piolets d’Or.

L’alpinista inglese, residente a Chamonix, è stato premiato per la prima ascensione della Cresta Ovest del Gasherbrum III (7.952 m), nel Karakorum pakistano. La nuova via, chiamata Edge of Entropy, è stata completata nell’agosto 2024 insieme allo sloveno Aleš Česen, compagno di cordata di lunga data, con il quale Livingstone ha costruito negli anni un rapporto solido, basato sulla fiducia reciproca.
Il risultato arriva dopo un primo tentativo nel 2022, conclusosi negativamente a causa del vento violento: costretti a rinunciare, i due avevano provato a ripiegare sulla parete nord-ovest, senza però riuscire a combinare nulla. Tornati due anni dopo, hanno ripreso il progetto e lo hanno portato a termine affrontando oltre 3.000 metri di arrampicata su terreno misto, con due bivacchi oltre i 7.500 metri. Raggiunta la vetta, hanno completato la traversata scendendo lungo la via originale sul versante opposto, firmando un’impresa che testimonia determinazione, competenza tecnica e una profonda adesione allo stile alpino più puro.

Nel 2019, in occasione del suo primo Piolet d’Or per la prima ascensione del Latok I (7.145 m), Tom ha espresso sul suo sito web la propria posizione riguardo alla vittoria degli “Oscar dell’alpinismo”: il suo atteggiamento nei confronti del premio è ambivalente, poiché preferisce che l’attenzione sia rivolta alla salita in sé, alla cordata e all’esperienza personale, piuttosto che al riconoscimento esterno.
«Non apprezzo il modo in cui il Piolet d’Or mi fa sentire. Fa leva sul mio ego umano, che ritengo di solito tranquillo e sotto controllo.»

Perché proprio il Gasherbrum III?
 «E se… prendessi la difficoltà tecnica delle vie che si trovano sulle cime delle Alpi, dell’Alaska o delle Rocky Mountains canadesi e portassi la sfida all’estremo, tentando quel tipo di terreno ad alta quota, diciamo a 8.000 metri? Certo, non potresti esprimerti allo stesso livello — ma sarebbe una vera avventura.»

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