Lo stack imponente, che supera i 37 mm (per la precisione, 38 mm sul tallone e 33 mm sull’avampiede con un classico drop di 5 mm), grida protezione. Eppure, la sorpresa è nel palmo della mano: circa 315 grammi (per un 43), una leggerezza che sfida la sua mole. Non è una piuma, ma nemmeno l’ancora che ci si aspetterebbe.
Che dire, wow.
E nonostante sia una “comoda novità”, la sua calzatura rimane quella di sempre: un mix di sorpresa e familiarità che invoglia ancora di più a tuffarcisi — o meglio, correrci — dentro. Basti pensare al woven mesh (mesh intrecciato) che si adagia sul piede, con una trasparenza appena accennata che fa intuire il calzino sottostante. Non è un tessuto rigido, ma molto fermo, capace di espandersi un pochino. La sensazione è di una vestibilità aderentissima sul collo del piede, quasi un guanto, che si rilassa poi in una punta ampia e anatomica, lasciando alle dita la loro sacrosanta libertà. Zero hotspots, zero arrossamenti; solo la promessa di ore di comfort.
Lo stack imponente, che supera i 37 mm (per la precisione, 38 mm sul tallone e 33 mm sull’avampiede con un classico drop di 5 mm), grida protezione. Eppure, la sorpresa è nel palmo della mano: circa 315 grammi (per un 43), una leggerezza che sfida la sua mole. Non è una piuma, ma nemmeno l’ancora che ci si aspetterebbe.
Che dire, wow.
E nonostante sia una “comoda novità”, la sua calzatura rimane quella di sempre: un mix di sorpresa e familiarità che invoglia ancora di più a tuffarcisi — o meglio, correrci — dentro. Basti pensare al woven mesh (mesh intrecciato) che si adagia sul piede, con una trasparenza appena accennata che fa intuire il calzino sottostante. Non è un tessuto rigido, ma molto fermo, capace di espandersi un pochino. La sensazione è di una vestibilità aderentissima sul collo del piede, quasi un guanto, che si rilassa poi in una punta ampia e anatomica, lasciando alle dita la loro sacrosanta libertà. Zero hotspots, zero arrossamenti; solo la promessa di ore di comfort.
Non è una sorpresa che la calzata di Topo sia ottimale, ma che si sdoppi e presenti due personalità sì. O almeno lo è stato dal mio punto di vista. Da un lato si presenta bilanciatissima sul posteriore, invitando all’atterraggio di tallone o mesopiede. È qui che risiede la sua stabilità. In salita, quando si cammina con i bastoncini, è un prodotto gestibile, solido e fantastico. Ma non finisce qui. Dall’altro lato, non ci si può dimenticare la parte frontale: l’avampiede è dinamico, elastico, invitante. Tuttavia — bisogna dirlo — per i corridori che amano spingere solo di punta, il retro si scopre leggermente pesante, un pò sbilanciato, una lieve instabilità sul pacchetto alto che impedisce di dare il 100% di fiducia.
La sua firma? Vibram Megagrip all’ennesima potenza. Nulla da aggiungere.
La suola in Megagrip è il sigillo di fedeltà e prestazione di Topo. Niente compromessi come la mescola XS Track di Ultraventure: qui c’è il Megagrip completo, con un battistrada aggressivo e molto piatto, anche molto largo, da 4 mm. È un tassello che non cerca l’affondamento nel fango estremo, ma la massima aderenza sul terreno misto e roccioso. Ed ecco qui il mio tanto atteso crudo parere. Una scarpa da non sottovalutare. Chiariamoci, non è di certo la macchina da corsa di un atleta d’élite, ma l’appetibile scelta che un commesso di negozio esperto offrirebbe a chiunque voglia affrontare una 100 miglia in montagna con la massima comodità e il minor affaticamento possibile.
Riassumendo, ci correrei una 100 miglia? Assolutamente sì.
Ci farei l’UTMB, la LUT, ogni gara che richiede lunga distanza a ritmo tranquillo. La Vista è l’amica fedele che non tradisce sul comfort, che accompagna senza stancare le gambe e che, nonostante qualche esitazione sul ripido estremo, garantisce un finale dignitoso e sereno.
Per ulteriori informazioni visitare il sito https://topoathletic.it/
Tomaia: Woven mesh
Intersuola: ZipFoam
Peso: 310 g
Prezzo: 195,00€
Drop: 5mm
Sebbene la Topo Athletic Ultraventure 4 sia sempre stata un’appetibile candidata per i fan di lunghe percorrenze su sentieri moderati o strade sterrate e la MTN Racer 4 vanti un’ottima muscolarità, Topo Athletic non era ancora soddisfatta.
Ed ecco come ha voluto mettersi alla prova sul mercato, sul terreno e con noi di The Pill, lanciandoci tra le mani — e sotto ai piedi — la sua ultima prediletta. E a questa proposta non ci siamo tirati indietro, forse perché, proprio come il brand, anche io bramo la novità.
Era estate quando il marchio ha smesso di rifinire ciò che funzionava e ha deciso di spingersi dove non era mai stata. Proprio per questo Topo Vista si rivela un’impavida: vuole lanciarsi in un nuovo terreno, quello dell’Ultra Trail, e lo si capisce già guardandola, senza neanche indossarla: una scarpa che dichiara subito le sue intenzioni, un’ammortizzazione a dir poco maxi. E se solo l’aspetto mi intrigava e mi ha reso perplesso, è dopo averla indossata che i dubbi sono svaniti. È in quel preciso istante che si intuisce come Topo Vista voglia giocare un campionato diverso. Meno veloce, ma di sicuro più duraturo. Bando alle ciance e alle lusingherie, passiamo ai fatti, o meglio alle sue caratteristiche e alle sue tecnicità.