Typologie x Ferrino
WORDS → Francesca Galletto
DATE → 2026-06-26
Ferrino ha 150 anni di archivio e forse l’archivio di tende più rilevante al mondo. Collections Typologie ha un metodo: prendere un oggetto di uso quotidiano e smontarlo pezzo per pezzo, fino a trovare la storia che contiene.
Quante volte hai montato una tenda senza pensarci? La tiri fuori, la assembli, ci dormi dentro, la smonti. È un oggetto che usi e basta, come tutti gli oggetti quotidiani. Collections Typologie fa il contrario: prende quegli oggetti, li ferma, li guarda fino in fondo. E quello che trova, ogni volta, è che sotto la superficie non c’è mai semplicità, c’è sempre uno strato di storia, di scelte, di cultura che aspettava solo di essere visto. È una collana di libri edita da delpire & co, ogni volume dedicato a un singolo oggetto: ne cataloga le forme, ne documenta la storia, ne esplora i segreti di fabbricazione attraverso fotografie originali, immagini d’archivio, reportage da fabbrica, testi e interviste con esperti. I volumi precedenti avevano esplorato oggetti monomateriali: la bottiglia di vino, la cassetta di legno, la boccia da pétanque. Poi è arrivata la tenda da campeggio.
Per questo quinto volume il team di Typologie aveva bisogno di un archivio. E non un archivio qualsiasi: il più rilevante al mondo per quanto riguarda la tenda. Lo hanno trovato a Torino, negli uffici di Ferrino. Fondata nel 1870, ancora oggi azienda familiare, Ferrino produce tende da oltre 150 anni. A guidarla è Anna Ferrino, quinta generazione, Compasso d’Oro alla carriera 2024, con un approccio al proprio lavoro che lei stessa definisce sociologico e antropologico. Non è il tipo di frase che ti aspetti da chi guida un’azienda di outdoor, ma è esattamente per questo che la collaborazione ha funzionato. A lei non interessava un progetto di marketing del brand, ma uno sguardo esterno libero, capace di interpretare la tenda che è il prodotto Ferrino più iconico, senza esserne condizionato.
Anna e il team di Typologie li abbiamo incontrati in occasione di Typologie – The Camping Tent Exhibition, ospitata nello studio fotografico di Alberto Strada a Milano dal 20 al 27 aprile 2026. Una mostra che ha restituito una parte del percorso di ricerca dietro al progetto: i pezzi storici già custoditi in azienda, i modellini in scala realizzati appositamente con l’ausilio di stampanti 3D e delle mani esperte delle sarte Ferrino, e altri recuperati nel tempo da collezionisti e designer. Una finestra su un lavoro molto più ampio e profondo.
Il processo è stato meticoloso quanto affascinante. Per la produzione fotografica il team ha trascorso due settimane in azienda, fotografando 56 pezzi – dieci tende al giorno, montate e immortalate su fondale bianco – e poi le ha sorvolate col drone, come se fossero oggetti di design puri. ”È sempre bello e importante far guardare il tuo mondo da occhi freschi e nuovi,” dice Anna. ”E se quegli occhi appartengono a persone di grande talento che vengono dal design e dalla fotografia di design, il risultato è sorprendente.”
L’archivio di Ferrino è diviso in tre parti: un archivio digitale, frutto di un processo di digitalizzazione avviato intorno al 2020-2021; un archivio cartaceo di documenti originali; e un archivio fisico di prodotti. I bombardamenti del 1944 hanno distrutto gran parte di ciò che l’azienda aveva accumulato nel suo primo secolo di vita. Anna ha ricostruito quello che poteva, comprando pezzi sparsi, recuperando dove possibile. ”Noi avevamo una miniera d’oro di documenti, fotografie, storie che nessuno mai di fatto utilizzava perché non erano digitalizzati o di facile consultazione. E quindi ho voluto dare una leva di possibile sviluppo strategico proprio grazie alla digitalizzazione” Il risultato è un patrimonio enorme, culturale prima ancora che commerciale, che aspettava solo di essere raccontato con gli occhi giusti.
Dall’archivio emergono storie che nessun catalogo avrebbe mai raccontato. Come quella della tenda “villetta”: negli anni sessanta quando con l’introduzione delle ferie pagate, qualcosa cambia nel modo in cui le persone si rapportano al tempo libero. A Torino la Fiat cresce e produce modelli accessibili a tutti , e nasce la moda di partire in vacanza con una tenda da campeggio Ferrino nel bagagliaio . Il campeggio smette di essere appannaggio degli alpinisti e diventa pratica familiare e popolare. I produttori di tende, si ispirano a quello che conoscono: la villeggiatura, la casa al mare. Nasce così la tenda “villetta” – con il suo localino cucina, il guardaroba, le camere separate – riproduzione miniaturizzata di un modo di vivere resa accessibile a chi non aveva una villa ma aveva voglia di mare. ”Così come la Fiat ha sviluppato le macchine alla portata di tutti,” racconta Anna, ”in quegli anni il boom del campeggio mutuava il ritmo borghese della casa al mare nella villetta – che se vai a vederla bene è proprio la riproduzione della casetta, in miniatura.”
Quello che colpisce, sfogliando il libro o ascoltando Anna e Thélonious Goupil, fondatore e direttore di Typologie, è come ogni forma contenga una risposta a una domanda precisa. Guardare quegli oggetti uno a uno ha fatto ricordare ad Anna quanto si osasse di più, e quanto oggi le logiche di mercato abbiano eroso un tipo di approccio che in passato era diverso. “Non è nostalgia. È la constatazione che la complessità aveva un senso, che la generosità formale non era un capriccio, che l’approfondimento – di un oggetto, di una storia, di un materiale – è ancora un valore, anche in un’epoca che sembra non avere più tempo per fermarsi.”
Ed è esattamente quello che fa Typologie: si ferma. Prende un oggetto e lo racconta, lo indaga, ne segue l’evoluzione nel tempo dal punto di vista sociologico, antropologico e di design. E quando arrivi in fondo, non è più solo l’oggetto. È una storia. Un pezzo di cultura materiale che sa molto di noi, di come viviamo, di cosa sogniamo quando in mezzo ai boschi o sulle montagne tiriamo su i picchetti.





















